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NASA pensa a razzi a propulsione nucleare per future missioni sulla Luna e su Marte

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La NASA ha messo a punto Krusty, un rivoluzionario tipo di reattore nucleare che potrebbe essere sfruttato per raggiungere la Luna e Marte sfruttando razzi a propulsione nucleare.

Una foto di Marte NASA

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Per circa 4 mesi, per la precisione da novembre del 2017 fino a marzo dell’anno successivo, il Nevada Test Site è stato protagonista delle ben 4 quattro fasi di sperimentazione di un reattore nucleare passivo di modeste dimensioni, soprannominato Krusty (Kilopower reactor using stirling technology).

Tale reattore è in grado di generare da 1 a 10 kilowatt (dipende dal modello) di energia elettrica per almeno 10 anni consecutivi, e le sue dimensioni, di poco superiori a quelle di un frigorifero, fanno pensare alla NASA che Krusty possa rivelarsi decisivo per portare a compimento le future missioni sulla Luna e su Marte.

Per darvi un’idea delle possibilità che il Kilopower reactor using stirling technology potrebbe fornire al futuro dell’esplorazione umana dello spazio, un numero esiguo di unità Krusty (4-5 unità) potrebbero ipoteticamente soddisfare il fabbisogno energetico di un insediamento situato sul nostro satellite naturale o su Marte.

Krusty inoltre, stando a quanto affermato dagli addetti ai lavori della NASA, è stato testato a piena potenza per circa 28 ore consecutive, lo scorso marzo e, come prima anticipatovi, nel Nevada Test Site.

Ed è proprio in fase di testing che il rivoluzionario reattore, messo a punto nel Los Alamos National Laboratory, Nuovo Messico, avrebbe addirittura superato le aspettative dei ricercatori.

Una foto del reattore Krusty in fase di testingHDNASA
Il rivoluzionario reattore Krusty in fase di testing

Krusty infatti sarebbe stato non solo messo in funzione senza intoppi, ma avrebbe anche fornito energia in condizioni di “emergenza” simulate, come ad esempio durante l’arresto del sistema di raffreddamento o in presenza di un drastico abbassamento della temperatura esterno.

Creando disagi simulati, gli scienziati hanno intenzione di ricreare quelli che potrebbero essere i possibili problemi in un ambiente ostile non terrestre come quello di Marte.

La potenza di Krusty potrebbe essere infatti essere sfruttata anche per il programma NTREES (Nuclear Thermal Rocket Element Environmental Simulator), che punta a utilizzare dei missili a propulsione nucleare per dare la spinta decisiva alla tempistica dei viaggi lunari e marziani.

Considerando poi il generoso finanziamento (circa 125 milioni di dollari per il 2019) erogati dal Congresso degli Stati Uniti d'America, possiamo ben intuire che le istituzioni americane credono fortemente nella propulsione nucleare.

Un'illustrazione di un ipotetico razzo a propulsione nucleareNASA
Una ricostruzione di un ipotetico razzo a propulsione nucleare

In ogni caso, a circa 40 anni dalla presa di posizione del Congresso riguardo la gestione della conservazione delle scorie radioattive, considerata anche attualmente come una questione da amministrare pubblicamente, con costi a dir poco onerosi per il governo, Krusty si rende sempre più necessario.

Si parla infatti di ben 7.5 miliardi di dollari l’anno di spese per lo stoccaggio del materiale radioattivo, un costo che potrebbe in futuro crescere a dismisura. Dunque la costruzione di reattori piccoli ma efficienti come il nostro Krusty potrebbe non solo contribuire a compiere enormi passi da gigante nella conquista dello spazio da parte dell’uomo, ma potrebbe risolvere in parte il problema energetico mondiale.

Basti pensare a un qualsiasi avamposto militare situato in luoghi del globo remoti come l’Antartide o l’Artico, oppure a zone in cui sono avvenuti disastri naturali che le rendono impraticabili.

Krusty potrebbe forse un giorno essere in grado di fornire sia agli avamposti che alle zone disastrate l’apporto energetico necessario per fronteggiare anche le situazioni più critiche.

In definitiva, speriamo che i progressi finora ottenuti con la costruzione del reattore Krusty per le future missioni lunari e marziane possano anche dare un contributo decisivo al rendere il nostro pianeta meno vulnerabile nei confronti dell’emergenza energetica o di eventuali catastrofi naturali.

Il tutto ovviamente dovrà essere svolto nel massimo della sicurezza non solo per l’uomo ma anche per l’ambiente che ci circonda. Dopotutto, stiamo sempre parlando di energia nucleare.

E voi che ne pensate? Credete che Krusty potrà portare l’uomo negli angoli più remoti dell’Universo?

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