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Romolo + Giuly seconda stagione, tutte le citazioni dei primi 2 episodi

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Da Notting Hill a Blade Runner, passando per Casablanca, Rocky e il cartone animato Esplorando il corpo umano: ecco tutte le citazioni inserite nei primi due episodi di Romolo + Giuly 2!

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Romolo + Giuly: la guerra mondiale italiana torna come prima, più di prima. Lo stile vincente, che prende in giro i cliché sullo stile di vita degli italiani e infarcisce di citazioni-parodia ogni episodio, non è cambiato. Anzi: ha raggiunto perfino livelli più alti. 

Anche grazie alle prestigiose guest-star che vedremo in questa seconda stagione, a cominciare da Giobbe Covatta e dal suo dialogo con Romolo, che ha aperto la stagione in questa prima serata.

Come l’anno scorso, divertiamoci insieme a riconoscere citazioni e riferimenti disseminati in Romolo + Giuly 2.

Le citazioni dell’episodio 2x01

Dopo il doveroso il riassunto della stagione precedente, veniamo subito immersi nella giocosa atmosfera della serie, nonostante la situazione sia tutt’altro che rosea (“Le bocce di questa donna non reggeranno in eterno!” grida un disperato Romolo mentre Deborah blocca l’assalto dei nemici). 

Ripartiamo esattamente da dove eravamo rimasti, e avanziamo verso Cortina, per poi tornare a Roma… Non senza aver inserito una profetica previsione di ben due dei Governi che si sono succeduti in Italia: l’unione improbabile di ex avversari politici, come Giorgio Mastrota e Don Alfonso.

Ancora una volta, però, è il cinema a farla da padrone. 

  • Suona ancora, Ben - dice Olimpia facendo il verso al celebre “Suonala ancora, Sam” di Casablanca
  • Subito dopo passiamo a Le cronache di Narnia: entrando nell’armadio (con una colonna sonora che richiama il celebre film), Giuly e gli altri si ritrovano in un passaggio spazio-tempo bidimensionale. Un accessorio che ogni casa di lusso che si rispetti, a Roma Nord, naturalmente possiede.
  • A Cortina, alla fine del tunnel, ci ritroviamo immersi nell’atmosfera di Vacanze di Natale, la celebre serie firmata dai fratelli Vanzina, che in questo caso ci porta in un loop temporale: la settimana di Natale del 1983, dove Pederzoli ricorda ai suoi figli (Giangi e Romolo) che “Negli anni ’80 prendiamo bustarelle, annusiamo cocaina, spendiamo soldi che non abbiamo… Ma non litighiamo!”.
  • A Roma, lo sfregiato Tciù si guadagna il nome di Tciùface, citazione da Scarface (che significa lo sfregiato, appunto) mentre Mastrota e Don Alfonso prendono in giro le affermazioni false e tendenziose dei politici…
  • Giorgio Mastrota si trasforma nella parodia di Don Matteo, la celebre fiction con Terence Hill, girando “Don Mastrota”.
  • La guest star Lodovica Comello, ridotta a chiedere l’elemosina, replica in tutto (abbigliamento incluso) il numero che Mel Brooks metteva in scena in Che vita da cani! per farsi dare qualche soldo dai passanti.
  • L’attualità è protagonista con la frecciata alla situazione dei rifiuti nella capitale (a lezione di differenziazione), mentre la storia ricorda il destino di Pompei dopo l’eruzione del Vesuvio, che è costata la vita anche all’amato (da Don Alfonso) Frankie.
  • A Cortina, Deborah accusa la produzione (mostrando una parte del set e rivolgendosi direttamente ai telespettatori) per il suo abbigliamento succinto, come faceva - in occasioni diverse - anche Bruce Willis sul set di Moonlighting.
  • Giangi fa la parodia del famoso buongiorno che Robin Williams dava in radio in Good Morning, Vietnam! presentando la gara di bevute di bombardino fra Romolo e il maestro di sci, che dice “Ti spiezzo in due” come Ivan Drago in Rocky IV, mentre Romolo grida “Giuly” come Rocky Balboa faceva con la sua Adriana nel primo Rocky.
  • Come in Ascensore per l’inferno, è appunto un ascensore a portare sottoterra, nei gironi infernali, in cui il Gran Visir in persona - chiaramente Giulio Andreotti - consiglierà il da farsi alla Centrale del Male.
  • Finisce tutto al Campo Vacanze Romane, che nulla ha a che vedere con il film di Wyler, ed è invece più vicino ai campi estivi degli horror anni ’80…

Le citazioni dell’episodio 2x02

Dopo averci introdotto alla nuova situazione italiana, gli autori non perdono tempo e passano subito a immergerci in un mix di parodie, citazioni e frecciate inequivocabili al “sistema Italia”.

  • Don Alfonso impersona Il Padrino in persona, facendo ai rappresentanti della criminalità organizzata una proposta che non possono rifiutare…
  • Tassisti, ausiliari del traffico ed ex sindaci sono le categorie più odiate al campo di tortura, seguiti a breve da un giro di schiavi alla Bud Spencer quando Romolo ritrova i suoi amici di Roma Sud.
  • La guest star Federica Cacciola (nota per il suo personaggio chiamato Martina dell’Ombra) impersona prima Crudelia DeMon e poi Malefica. Ma il suo personaggio vero è quello di direttrice del campo di tortura.
  • Mentre la direttrice impone a tutti i romani La cintura di castità (come nell’omonimo film di Pasquale Festa Campanile del 1967) per impedirne la riproduzione.
  • Mastrota propone la democrazia “in diretta”: tutto verrà deciso dai telespettatori grazie al super computer Mario, inclusa l’abolizione del lunedì prontamente ribattezzato Domenica Bis (e il richiamo al Mandato Zero è inevitabile).
  • A Roma la legalizzazione dei crimini porta i delinquenti dal commercialista, nel campo di prigionia Romolo fa sentire il mare all’amico in crisi tramite una scatoletta di tonno, anziché la classica conchiglia, facendo il verso a molte scene di film e serie TV ma anche alla famosissima canzone di Nilla Pizzi.
  • L’amor cortese di Dante e Leopardi diventa oggetto di scherno durante una gag fra Giuly e Romolo, mentre il rappresentante dell’Unione Europea è casualmente tedesco e pronto a dare i voti ai governatori delle Due Italie (che devono tornare a essere una perché sono troppo ingombranti). Ma è anche molto simile a uno dei personaggi di Peter Sellers nel geniale Dottor Stranamore. E lancia una sfida in stile Highlander fra Mastrota e Don Alfonso.
  • Giobbe Covatta (con tanto di mazza da baseball modificata in stile Negan, con chiodi al posto del filo spinato) ci regala una sequenza da manuale nei panni di Carlo Marzo, l’ultimo dei comunisti, parodia di Karl Marx.
  • La leggenda di Excalibur, con l’estrazione della forchetta da parte dell’Eletto (come in Matrix) viene tirata in ballo dalla profezia della Forchetta nella Pasta.
  • Chiudono il secondo episodio diverse citazioni: i prigionieri indossano le stesse tute arancioni di Orange is the New Black, gli spermatozoi di Romolo fanno la parodia del cartone Siamo fatti così - Esplorando il corpo umano e del videogame PacMan quando cercano di raggiungere l’ovulo.
  • Il vecchio spermatozoo di Giangi cita esplicitamente una delle frasi più celebri di Blade Runner.
  • Lo spermatozoo Romolo dice all’ovulo Giuly la stessa frase romantica (modificata ad hoc) che Julia Roberts rivolge a Hugh Grant in Notting Hill

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