FOX

La stampa 3D dei satelliti nello spazio potrebbe diventare realtà

di - | aggiornato

La società statunitense Made In Space sta sviluppando un rivoluzionario metodo di stampa 3D, che permetterà un giorno ai satelliti di assemblarsi autonomamente nello spazio aperto.

La Stazione Spaziale Internazionale NASA, RKA, ESA, JAXA, CSA-ASC

5 condivisioni 0 commenti

Condividi

La società statunitense Made In Space, specializzata nella progettazione e produzione di stampanti 3D per l'uso in microgravità, è intenta da tempo a sviluppare un tipo rivoluzionario di stampa, che potrebbe permettere un giorno ai satelliti di assemblarsi da soli nello spazio aperto invece che sulla Terra.

Prima di entrare nei dettagli del progetto di Made In Space, ricordiamo che il termine microgravità viene usato per riferirsi a situazioni in cui, a livello di un sistema dove ci si aspetta che il peso sia nullo, ci sono in verità delle piccole variazioni rispetto alla condizione ideale, variazioni che portano i corpi nel sistema ad avere comunque piccoli valori di peso.

Tornando poi alle ambizioni di Made In Space, gli addetti ai lavori prevedono, entro 3 anni, di riuscire a garantire l’assemblaggio autonomo dei satelliti nello spazio e, in caso gli addetti ai lavori riuscissero nell’impresa, i vantaggi per le agenzie spaziali di tutto il mondo sarebbero numerosi.

Una foto della Stazione Spaziale InternazionaleNASA
Chissà che un giorno non si òossa assemblare, mediante stampa 3D, anche una nuova Stazione Spaziale Internazionale

Anzitutto, si potrebbero inviare nello spazio dei materiali densi per stampanti 3D, molto meno voluminosi rispetto alle consuete componenti satellitari già costruite. Inoltre, non dovendo costruire degli oggetti adatti a resistere alle "forze traumatiche" di un lancio, sarebbe possibile spedire in orbita degli oggetti dotati di massa inferiore e, quindi, dai costi ridotti.

‎Da precisare però che il satellite non verrà assemblato da zero nello spazio, o almeno per adesso Made In Space fa sapere di non essere ancora in grado di garantire un assemblaggio completo in orbita mediante stampa 3D.

La NASA intanto però ha già premiato l’inventiva di Made In Space con un finanziamento di oltre 73 milioni di dollari per il progetto Archinaut One (di cui si prevede il completamento entro il 2022), che permetterà di assemblare due ali da 10 metri di lunghezza in grado di accogliere dei pannelli solari di dimensioni maggiori rispetto a quelle standard.

Il cofondatore e CEO di Made In Space Andrew Rush dal canto suo si dice molto ottimista sui risultati che la sua azienda potrebbe raggiungere:

Fino a 5 anni fa, l’assemblaggio nello spazio era nient’altro che un sogno, adesso invece sono mesi che assembliamo così tante cose in orbita da far sembrare il tutto facilissimo.

In definitiva, considerando gli enormi progressi di Made In Space in tempi così brevi, non possiamo che ben sperare per il futuro dell’umanità, sempre più decisa nella sua missione di conquista dell’Universo.

E voi che ne pensate? Ansiosi di vedere un satellite in grado di assemblarsi da solo nello spazio?

Condividi

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.