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Diventate attori con Zao, la nuova app per il face-swapping (ma attenzione alla privacy)

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Può essere divertente calarsi nei panni dei protagonisti dei film che più amiamo, per questo la società cinese Momo ha creato la divertente Zao. In poco tempo quest'app ha conquistato la Cina, destando però allarme sul fronte della privacy.

L'app cinese Zao ti consente di sostituire il tuo viso a quello degli attori nelle clip REUTERS/ Florence Lo

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Le app per modificare le foto sono diventate negli ultimi anni dei veri e propri trend estivi con cui divertirsi sotto l'ombrellone. FaceApp, che permette di invecchiarsi con un solo click, è stata la più chiacchierata del 2019 soprattutto in seguito alle preoccupazioni sorte sul fronte della privacy. Dalla Cina arriva oggi una storia simile, quella dell'app Zao.

Lanciata pochi giorni fa, precisamente il 30 agosto, sull'Apple Store, Zao è stata sviluppata da Changsha Shenduronghe Network Technology, una società facente parte della compagnia Momo, famosa in Cina per i suoi servizi di messaggistica istantanea e per aver creato l'app di dating Tantan. Zao ha ottenuto un successo immediato grazie alla sua abilità di sostituire perfettamente il volto degli utenti a quello di attori, cantanti e personaggi dei videogiochi in clip tratte da film, serie TV, etc. Qui sotto troverete un esempio sul funzionamento dell'app, diventato virale:

Zao si avvale di una tecnologia chiamata "deepfake" che, sfruttando un software di intelligenza artificiale, sintetizza l'immagine caricata dall'utente per falsificarla e applicarla su foto e video già esistenti. Il deepfake è utilizzato non solo per creare contenuti divertenti come quello visto più sopra, ma è la stessa tecnologia impiegata per creare fake news o video pornografici falsi, anche nell'ambito del revenge porn (la diffusione di immagini e video intimi senza il consenso dei soggetti ritratti).

L'affermazione, positiva o negativa che sia, di questa tecnologia è dovuta ai contenuti estremamente convincenti e di buona qualità che è in grado di produrre. Non a caso Zao, disponibile solo in Cina, è stata l'app più scaricata nello scorso weekend, il primo dalla sua uscita. Insieme però alla frenesia data dai divertenti video dell'app, sono presto nate anche delle preoccupazione riguardo all'utilizzo che Zao fa dei contenuti degli utenti.

L'agenzia di stampa Bloomberg, in seguito alle inquietudini manifestate, ha focalizzato l'attenzione su un passaggio dei termini e delle condizioni dell'app. Si legge infatti che la società sviluppatrice ha libero diritto, irrevocabile, permanente e trasferibile sui contenuti creati e caricati attraverso Zao, rendendoli quindi a tutti gli effetti proprietà dell'azienda.

Una manciata di parole che ha generato subito una valanga di polemiche e il repentino aggiornamento dei termini di servizio da parte di Zao. Le nuove condizioni prevedono quindi che gli scatti e i video realizzati tramite l'app siano utilizzati solo per migliorare il servizio offerto o per qualsiasi altro scopo che sia però precedentemente autorizzato dagli utenti. Inoltre, la società si impegnerà a cancellare dai propri server tutti i materiali che vengono eliminati dall'app.

Zao ha poi dichiarato, come riporta Bloomberg:

Comprendiamo la preoccupazione per la privacy. Abbiamo ricevuto il feedback e risolveremo i problemi che non abbiamo preso in considerazione, ma questo richiederà un po' di tempo.

Intanto, molti utenti hanno preferito rinunciare all'app e cancellare le proprie valutazioni sull'Apple Store, mentre il governo cinese è stato invitato ad indagare sulle leggi e sugli standard che la società avrebbe violato.

Non si sa se mai Zao arriverà sul mercato europeo, ancora scosso in seguito alle accuse mosse contro FaceApp, che aveva conquistato tutti, celebrities comprese. Tuttavia, c'è chi pensa che Zao non attecchirebbe all'estero a causa dell'uso massiccio fatto dalla Cina dei software di riconoscimento facciale nel campo della sicurezza. Già in passato un'altra app per modificare le foto, Meitu, aveva generato polemiche poiché chiedeva accesso ad altri dati sensibili quali il numero di telefono o la propria posizione geografica.

Questo è comunque un discorso comune a tutti i paesi e a tantissime applicazioni utilizzate quotidianamente, che richiedono accesso a funzionalità dei nostri smartphone che in teoria non dovrebbero utilizzare.

Dovremmo quindi prenderci sempre il giusto tempo per leggere ciò che andiamo ad accettare, senza saltare subito alla parte divertente e affrontando in seguito le (amare) conseguenze.
Non vorrete mica rimetterci la faccia?

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