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James Hook. Il pirata che navigò in cielo, la recensione del romanzo su Capitan Uncino

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Sugli scaffali è apparso il primo romanzo che ha deciso di esplorare le origini del Capitan Uncino, nemesi di Peter Pan. Stiamo parlando di James Hook. Il pirata che navigò in cielo, di Mario Petillo.

Un artwork di James Hook per il romanzo edito da Scatole Parlanti Scatole Parlanti

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Giacomo Uncino è un nome in grado di far sussultare ben più di una persona. Vuoi per il leggendario cartone animato Disney dedicato a Peter Pan o per l'altrettanto celebre lungometraggio di Steven Spielberg, Hook, il famoso pirata con un uncino al posto della mano destra è stato protagonista di visioni e riletture di ogni genere, attraverso i media più disparati. Quali sono, però, le origini del buon vecchio antagonista del capo della banda dei 'Bimbi Sperduti', nato con l'opera teatrale inscenata per la prima volta nel 1904 grazie alla fantasia di James Matthew Barrie?

James Hook. Il pirata che navigò in cielo, il romanzo d’esordio del giornalista Mario Petillo, pubblicato dalla casa editrice Scatole Parlanti, cerca di rispondere a questa domanda, immergendo il lettore in un vero e proprio racconto di formazione precedente alle rocambolesche avventure nell'Isola che non c'è che tutti noi abbiamo imparato ad amare.

Sai volare, ti sai battere... ma non sai esultare!

Il protagonista del romanzo è James M. Turner, il leggendario pirata divenuto poi l'altrettanto celebre Uncino. Gli eventi del romanzo sono però inquadrati da una prospettiva diversa e del tutto inedita, tanto che nel corso dell'avventura viene spiegato che le azioni che lo spingeranno a diventare il celeberrimo avversario di Peter Pan non sono quelle che crediamo. Petillo pone l'accento su un racconto di formazione impostato come un vero e proprio viaggio alla ricerca delle origini dell'unico pirata in grado di tenere testa al temibile Barbanera.

La copertina del romanzo James Hook: Il pirata che navigò in cieloScatole Parlanti

James Hook. Il pirata che navigò in cielo scava nell'animo di James Hook, partendo proprio da un’infanzia non facile, divisa tra il college di Eton e le strade di Crowthorne. La visione dell'eroe senza macchia e senza paura, il Peter Pan che ha fatto sognare generazioni di giovani (e meno giovani), viene qui rimpiazzato da un antieroe dai tratti tremendamente sfaccettati, un filibustiere che al contrario del suo rivale vestito di verde e in grado di volare non ambisce di certo a restare un fanciullo per tutta la vita.

Oh, chi fa il pirata ne può gongolar!

I motivi dietro il suo odio nei confronti di Pan è solo uno dei punti chiave del romanzo di Mario Petillo, un racconto d'avventura incentrato in primis sul senso di speranza e di perdita di ciò che ci è più caro al mondo, sentimenti che vengono incarnati alla perfezione da un personaggio mai troppo caricaturale e fin troppo umano in più di un'occasione. Il Jolly Roger, il vascello di Hook popolato dalla fedele ciurma di reietti e pirati senza Dio, non è ancora il temibile covo di filibustieri preso d'assalto dalla gang di Pan. Il tempo degli arrembaggi, delle fate e dei coccodrilli deve ancora arrivare, nonostante Spugna - il fidato nostromo di Uncino – sembra già prendere particolarmente a cuore lo stato di salute del suo capitano.

Mario Petillo con James Hook. Il pirata che navigò in cielo propone al lettore una storia scorrevole, mai noiosa e scritta con una evidente passione per il personaggio, proveniente da anni di studi e letture sull'argomento. Se l'obiettivo primario era quello farci immergere nelle origini tormentate di uno dei più temibili cattivi della storia dell'animazione, del cinema e della letteratura mondiale, l'obiettivo è stato raggiunto senza esitazioni. Poiché non si può uccidere il vecchio Uncino, né ora né mai.

Voto8/10

Con James Hook. II Pirata che navigò in cielo, Mario Petillo ha donato ai fan di Giacomo Uncino (e di Peter Pan) il miglior romanzo sulle origini del leggendario bucaniere che potessero desiderare.

Marcello Paolillo

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