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Il figlio del tempo: recensione del romanzo di Deborah Harkness

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Non solo fantasy: un'affascinante ricostruzione storica e un dilemma morale ne Il figlio del tempo, nuovo romanzo spinoff della Trilogia delle Anime, A Discovery of Witches, di Deborah Harkness.

Il figlio del tempo di Deborah Harkness Edizioni Piemme

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Dal nobile decaduto di Bram Stoker, che rivendica il proprio status attraverso la ricerca del sangue e le proprie radici riposando nella terra della sua Transilvania, fino ai vampiri adolescenti che brillano alla luce nella saga di Twilight, il tema del vampirismo è stato declinato sotto ogni punto di vista possibile.

Trovare uno spunto originale, dunque, per una delle figure tradizionalmente associate al romanticismo e alla sensualità - non a caso il Dracula di Stoker era una chiara sfida alla morale vittoriana dell'epoca - non è affatto facile.

Ci sono soprattutto due aspetti che colpiscono, nell'approccio di Deborah Harkness - già autrice della fortunatissima Trilogia delle Anime, portata in TV dalla serie A Discovery of Witches - al tema del vampirismo. Ovvero: la Harkness ha preso tutti gli aspetti più affascinanti del tema e li ha mescolati in una storia avvincente, scritta in modo scorrevole e sorprendente dal punto di vista storico.

Perché, dicevo, due sono gli aspetti sui quali l'autrice de Il figlio del tempo, spinoff della Trilogia delle Anime edito in Italia da Piemme, si concentra: il dilemma morale della scelta - nell'intraprendere la strada dell'immortalità, a caro prezzo - e il contesto storico della narrazione.

Il figlio del tempo di Deborah HarknessEdizioni Piemme
Il figlio del tempo, il romanzo di Deborah Harkness

La trama

Protagonista assoluto de Il figlio del tempo è Marcus, giovane chirurgo nel '700. Il secolo della rivoluzione americana nel Nuovo Continente e della presa della Bastiglia in quello vecchio, un secolo ricchissimo di eventi storici memorabili destinati a cambiare il mondo.

Marcus incontra il vampiro Matthew de Clermont (già noto ai lettori della Harkness) e deve fare una scelta. La scelta più difficile della sua vita... Della vita di chiunque.

Matthew - insieme alla moglie Diana, una strega - offre a Marcus l'opportunità di salvarsi dal campo di battaglia per iniziare una nuova vita, come vampiro.

Accettando, Marcus diventa di fatto il figlio della coppia, che lo ha fatto rinascere, e deve lasciarsi alle spalle il dilemma morale che sancisce il passaggio dalla vita alla non-morte.

Molto tempo dopo, quella stessa scelta verrà sottoposta a Phoebe, la donna perdutamente innamorata di Marcus, che dovrà decidere se abbracciare la vita da non-morta e scegliere di nuovo, stavolta per l'eternità, l'uomo che ama...

La scelta

Il figlio del tempo, con la sua trama romantica e le sue riflessioni sull'immortalità in puro stile fantasy, si sofferma principalmente sul concetto di immortalità da un punto di vista molto preciso. 

I vampiri della Harkness non sono gli antichi figuri ammantati di mistero e avvolti in un mantello che ne cela le fattezze: sono cittadini del mondo, abitanti della loro epoca, perfettamente inseriti nel contesto storico e sociale. Bevono sangue ma lo mescolano al vino e al cioccolato, vestono alla moda, s'interrogano sul modo migliore per trasformare l'eternità in un viaggio che abbia un senso. Per sé e per gli altri.

Ricordate le parole di Lestat, protagonista di Intervista col vampiro, il celebre romanzo di Anne Rice portato al cinema da Tom Cruise e Brad Pitt? 

Ti darò la scelta che a me non fu data.

Abbracciare l'immortalità, abbandonare ogni vestigia di umanità, inabissarsi nel mondo della notte: tutto questo diventa una responsabilità, una decisione. Per Marcus, e poi per Phoebe, in una riflessione che s'intreccia sul bisogno di tutti - umani o no - di lasciare un segno.

Di rendere degna la loro vita. Non è forse ciò che fanno tutti gli artisti, inclusi gli scrittori come la Harkness? Cercare un modo per diventare immortali.

E con Il figlio del tempo, proprio com'era stato con i romanzi precedenti della Trilogia delle Anime, Deborah Harkness raggiunge il suo scopo.

La scrittrice Deborah HarknessHDGetty Images
La scrittrice Deborah Harkness

La nostra storia

Perché oltre al dilemma morale, all'esplorazione dell'immortalità in tutti i suoi aspetti - inclusa la necessità di sconfiggere la noia - l'altro grande punto di forza de Il figlio del tempo è l'aspetto storico.

La ricostruzione dell'epoca che fa da sfondo alla vicenda è minuziosa, accuratamente studiata, intrigante. Riviviamo gli eventi che abbiamo studiato sui banchi di scuola dal punto di vista di creature immortali che vi hanno preso parte. 

Come già accaduto in molte storie sul vampirismo, questo è l'approccio più interessante: ci permette di ripercorrere tappe di fatti storici che pensavamo di conoscere approfondendoli con le sensazioni, le idee, le azioni e le decisioni di chi vi ha preso parte.

Sì, Deborah Harkness è un'autrice di fantasy improntati al romanticismo, in cui l'unione fra creature diverse (vampiri e streghe, vampiri e umani...) guida la narrazione.

Ma Deborah Harkness è anche un'attenta storica, una scrittrice capace di ricostruire efficacemente atmosfere lontane e personaggi del passato, aggiungendo alle proprie storie quelle del mondo intero.

Per questo, Il figlio del tempo è molto più che un romanzo sul vampirismo: è un'immersione nella nostra storia, e una riflessione sul significato che spesso, superficialmente, viene attribuito al fascino dell'immortalità senza considerarne davvero tutti gli aspetti.

Consigliato ai fan dei vampiri, dei romanzi storici, del fantasy e delle storie che si spingono ben al di là di ciò che il genere a cui appartengono suggerirebbe.

Restare giovani per sempre, sfuggire alla tirannia del tempo: essere un vampiro vuol dire anche questo, e quando Matthew de Clermont fa la sua bizzarra e inquietante proposta al giovane Marcus - diventare, come lui, un non-morto - sta facendo molto più che salvargli la vita sul campo di battaglia. Gli sta offrendo l'opportunità di sconfiggere il tempo. È la fine del Settecento, e Matthew incontra il giovane chirurgo Marcus in piena Rivoluzione americana. Da quell'incontro provvidenziale comincia il suo viaggio nella storia e nell'eternità, sotto lo sguardo amorevole di Matthew e Diana, sua moglie e strega immortale, che lo considerano un figlio: è stato Matthew, in fondo, ad averlo fatto "rinascere". Ma diventare un vampiro vuol dire lasciarsi indietro una parte di sé, e liberarsi dalla mortalità significa rinunciare a ciò che, in fondo, ci rende umani. Due secoli dopo, a Parigi, sarà questo il tormento di Phoebe: umana, innamorata perdutamente di Marcus, dovrà decidere se accettare la meravigliosa e dolorosa transizione, e diventare vampira per seguire il suo cuore. Perché l'eternità è il dono più straordinario, ma anche più difficile, che si possa ricevere.

La vicenda narrata in questo spin-off racconta di Marcus Whitemore, figlio di Matthew De Clairmont, un nobile vampiro nato nel medioevo

Voto8/10

Nel '700 della Rivoluzione americana e della Presa della Bastiglia, la storia di Marcus diventa spunto per rivivere anche la nostra, di storia. Avvincente e moralmente impegnativa, come questo romanzo

Chiara Poli

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