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Apple contro le riparazioni non autorizzate delle batterie degli iPhone: ecco come scoraggia gli utenti

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Apple vuole che i suoi utenti si affidino solo a servizi autorizzati per le riparazioni dei suoi dispositivi, iPhone su tutti. A conferma di ciò una scomoda scoperta sulle sostituzioni delle batterie degli smartphone del colosso californiano.

Foto di una riparazione eseguita da iFixit iFixit

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Apple non vuole che i suoi dispositivi, iPhone in particolare, vengano riparati da terze parti senza autorizzazione. Che l'azienda di Cupertino voglia mantenere il controllo sui suoi prodotti non è di certo una novità, ma ora iFixit ha svelato qualcosa in più circa le sostituzioni delle batterie.

Sostituire la batteria in un Apple Store di un iPhone XS fuori garanzia costa 69 euro (ad esempio), un prezzo non particolarmente allettante per i più. Molti possessori di uno degli smartphone del gigante californiano preferiscono per questo motivo affidarsi a terzi, che possono utilizzare batterie non originali o recuperate da altri iPhone. Ebbene, è ora emerso che sostituire la batteria senza il via libera di Apple comporta l'impossibilità di accedere alle informazioni sullo stato dell'indispensabile componente al litio tramite le Impostazioni di iOS (Impostazioni > Batteria > Stato Batteria).

Screen delle impostazioni interne della batteria dei dispositivi iOSHDiFixit
Sostituzione non autorizzata della batteria? Addio ai dati sullo stato di salute

Secondo i ragazzi di iFixit - esperti di riparazioni - questa sarebbe una funzione implementata intenzionalmente da Apple con lo scopo di scoraggiare riparazioni non autorizzate. Infatti, le batterie prive del microcontroller Texas Instruments con una chiave di autenticazione Apple unica non permettono di accedere ai dati sul suo stato di 'salute' come deterioramento, capacità, conteggio dei cicli e così via. In tal caso, le ben più utili informazioni vengono sostituite da un messaggio che invita l'utente a contattare l'assistenza Apple e chiedere la riparazione del componente.

Nemmeno l'utilizzo di una batteria originale Apple permette di aggirare l'ostacolo, questo perché l'avvenuta sostituzione può essere autenticata solo con strumenti interni che riparatori non autorizzati non possono per forza di cosa avere. Il blocco del software sarebbe stato introdotto su iPhone XR, iPhone XS e iPhone XS Max con iOS 12 e le prime versioni beta di iOS 13.

Il colosso di Cupertino è costantemente bersaglio di critiche per la sua ferrea politica sulle riparazioni, ma si è sempre giustificato ponendo a mo' di scudo la sicurezza degli utenti. Casi di smartphone (di Apple o meno) che hanno cessato di funzionare - o che sono addirittura esplosi - dopo una riparazione ad opera di terzi non mancano di certo. Tuttavia, è chiaro che dietro le decisioni di Apple ci siano anche delle motivazioni economiche.

Cosa ne pensate del blocco del software sviluppato da Apple?

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