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L'aggiornamento di Facebook sul suo futuristico progetto per il brain-typing

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Comunicare senza pronunciare le parole, ma digitandole direttamente dal cervello. È questo il progetto a cui sta lavorando Facebook, che ha condiviso un importante aggiornamento sulla sua ricerca.

Il logo di Facebook su un immaginario cervello umano Futurism

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L'idea di digitare una parola o una frase più articolata semplicemente pensandola sembra pura fantascienza, eppure c'è qualcuno che ha seriamente intenzione di puntare su questa possibilità. Mark Zuckeberg, il CEO di Facebook, non ha mai nascosto il suo interesse e da più di due anni la società da lui fondata sta finanziando le ricerche per un'interfaccia brain-computer (BCI) integrata in accessori indossabili per la realtà aumentata.

Il colosso dei social network - che da anni ormai guarda anche ad altri settori - ha rilasciato un primo aggiornamento sull'interfaccia in grado di leggere la mente. I ricercatori dell'Università della California, in stretta collaborazione con Facebook Reality Labs, hanno dichiarato di essere ora in grado di decodificare parole o intere frasi analizzando l'attività neurale.

Il rivoluzionario esperimento - esposto da Nature Communications - è stato eseguito su un gruppo di partecipanti con danni cerebrali. I ricercatori, con tutti i permessi del caso, hanno impiantato elettrodi nei cervelli di tre pazienti con epilessia. A questi sono state poste domande (come "Quale strumento musicale ti piace ascoltare?") a cui hanno dovuto rispondere a voce alta, per aiutare i ricercatori a identificare in tempo reale l'attività e i modelli nelle aree del cervello associate alla comprensione e alla produzione orale.

Le letture dei dati forniti dagli elettrodi sono state accurate il 61% delle volte, a (parziale) dimostrazione del fatto che tali tecnologie - destinate a evolversi e a essere migliorate - possono essere utilizzate per aiutare le persone con disturbi legati alla comunicazione e/o danni cerebrali a comunicare.

Quello descritto e applicato è un metodo altamente invasivo ma, come Facebook suggerisce, in futuro potrebbero trovare un più largo impiego i visori per la realtà aumentata:

Il poter decodificare anche solo poche parole immaginate - come "seleziona" o "elimina" - fornirebbe modi completamente nuovi di interagire con i sistemi VR di oggi e i visori AR di domani.

Foto del visore realizzato da Facebook Reality LabsHDFacebook Reality Labs
Il visore realizzato da Facebook Reality Labs per decodificare singole parole sfruttando una tecnologia non invasiva

Cosa ne pensate delle recenti scoperte di Facebook Reality Labs e dei ricercatori della UCSF?

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