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Gli sviluppatori di FaceApp rispondono alle accuse, in USA si chiede l'intervento dell'FBI

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Gli sviluppatori di FaceApp escono allo scoperto e forniscono dettagli sul funzionamento dell'applicazione del momento. Nel frattempo, in USA si teme il legame con la Russia in vista delle elezioni del prossimo anno.

Il Presidente USA Donald Trump ritoccato con FaceApp TPI

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Il successo di FaceApp è pari alle discussioni intorno a essa. Alcuni sviluppatori hanno infatti sollevato dubbi sull'applicazione diventata in pochi giorni virale, utilizzata anche da personaggi famosi che hanno preso parte alla #faceappchallenge sui social network. L'app sembrerebbe mettere in pericolo la privacy degli utenti, caricando in automatico tutte le foto memorizzate sugli smartphone sui propri server. La risposta degli sviluppatori cerca di fare luce sulla questione.

Le discussioni sulla pericolosità di FaceApp sono iniziate dopo un cinguettio dello sviluppatore Joshua Nozzi (ora non più reperibile su Twitter). Molti utenti hanno dato seguito alla 'scoperta' di Nozzi, altri invece reputano che le accuse siano state lanciate troppo in fretta, e senza valide prove a sostegno. In ogni caso, il tweet in questione è riuscito a scatenare il panico, in tanti hanno infatti deciso di eliminare l'applicazione dal proprio dispositivo.

Ronaldo invecchiato con il filtro di FaceApp Twitter / @am_randysing
Cristiano Ronaldo sotto effetto FaceApp

La situazione è degenerata in poche ore, per questo motivo le menti che hanno dato vita a FaceApp hanno rilasciato un comunicato (via 9to5Mac) per sciogliere ogni dubbio e spiegare i meccanismi dietro il software per smartphone e tablet del momento:

Potremmo memorizzare sul cloud una foto caricata [per il ritocco]. Questo per le prestazioni e il traffico: vogliamo assicurarci che l'utente non carichi una foto più volte per ogni operazione di modifica. La maggior parte delle foto viene cancellata dai nostri server entro 48 ore dalla data di caricamento.

FaceApp esegue la maggior parte delle elaborazioni delle foto sul cloud. Carichiamo solo la foto selezionata dall'utente per la modifica. Non trasferiamo mai altre foto dallo smartphone al cloud.

Anche se il team principale di ricerca e sviluppo ha sede in Russia, i dati dell'utente non vengono trasferiti in Russia.

Gli sviluppatori di FaceApp confermano dunque che solo ed esclusivamente le foto scelte dagli utenti per la modifica vengono caricate sul cloud, mentre tutte le altre memorizzate sui dispositivi mobili non rientrano in questo processo.

Sarà davvero così?

Pericolo Russia

Molto interessante la precisazione sulla Russia, il legame con il paese governato da Putin non è infatti sfuggito in terra statunitense. Il Comitato Nazionale Democratico (DNC) - un'organizzazione di governo del Partito Democratico statunitense - è preoccupato per un possibile disturbo russo sulle elezioni presidenziali che si terranno a novembre 2020, mentre Charles Schumer - attuale senatore per lo stato di New York - ha ufficialmente chiesto ad FBI e FTC di indagare su FaceApp, in quanto potenziale minaccia alla sicurezza nazionale.

Sarebbe molto preoccupante se informazioni personali sensibili dei cittadini statunitensi venissero fornite ad una potenza straniera ostile attivamente impegnata in cyber-ostilità contro gli Stati Uniti

si legge nella lettera del senatore Schumer.

Riuscirà il comunicato degli sviluppatori di FaceApp a placare gli animi oppure il destino dell'applicazione è ormai segnato dopo gli attacchi da più fronti?

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