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La polvere lunare è potenzialmente nociva per l'uomo

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A quanto pare, l'uomo adesso ha qualche motivo in più per esitare a colonizzare la Luna, dato che le polveri del nostro satellite naturale potrebbero essere estremamente nocive per la salute.

Una ripresa della Luna gentilmente offerta dalla NASA NASA

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Pare proprio che l’uomo debba, almeno per adesso, abbandonare l’idea di colonizzare la Luna.

Il motivo? Le polveri del suolo lunare sarebbero potenzialmente nocive per la nostra salute, in base a un recente studio pubblicato sulla rivista GeoHealth.

Gli addetti ai lavori riferiscono infatti che, sottoponendo cellule polmonari umane alla polvere del nostro satellite naturale, si ha come risultato la morte di circa il 90% delle cellule in questione.

Mettendo invece a contatto le polveri con cellule di topo si ottengono danni al DNA in grado di portare all’insorgenza di tumori.

Ma non è tutto, perché i primi sospetti sulla pericolosità della polvere lunare per la nostra salute si erano già palesati in occasione della missione Apollo 17 del 1972.

Uno degli astronauti coinvolti in tale missione, Harrison Schmitt, riferì infatti di aver riscontrato tutti quelli che sembravano sintomi di una sorta di “febbre lunare”, in seguito all’inalazione di polvere lunare depositatasi casualmente sulle tute spaziali.

Inoltre, ricerche precedenti facevano già pensare a possibili danni per il nostro sistema respiratorio causati da polveri di composizione simile a quella lunare (polveri vulcaniche o desertiche ad esempio), danni che possono manifestarsi in vere e proprie “cicatrici” nel tessuto dei polmoni.

Lo studio attuale, condotto da scienziati della Stony Brook University di New York, ha visto l’utilizzo di varie miscele di terreno d’origine lunare (un terreno simulato ovviamente, perché i campioni lunari veri e propri sono comprensibilmente difficili da reperire, dunque non è il caso di utilizzarli in laboratorio per esperimenti di questo genere) per sondare i loro effetti sulle cellule.

Una foto dell'astronauta John W. Young sulla LunaHDNASA
Il grande astronauta John W. Young sulla Luna

E i risultati ve li abbiamo esemplificati prima: un inquietante tasso di mortalità del 90%.

A tal proposito Bruce Demple, uno dei ricercatori coinvolti nello studio, evidenzia con forza la pericolosità delle particelle d’origine lunare per la nostra salute, una pericolosità dovuta soprattutto alla grandezza infinitesimale delle stesse:

Le particelle di polvere lunare sono davvero piccole, parliamo di micrometri e un micrometro equivale a 0.000001 metri. Tali dimensioni permettono alle polveri in questione di interagire in modo diretto con le nostre cellule.

Dunque i risultati dello studio mettono in luce un rischio reale, soprattutto per le nostre vie respiratorie, considerando la facilità con cui le polveri lunari potrebbero insinuarsi nei polmoni. Questo discorso vale però anche se si parla di micropolveri d’altra natura, come quelle rilasciate con gli scarichi industriali o dagli autoveicoli.

Per quanto riguarda i danni possibili al DNA, non è stata trovata ancora una spiegazione, ma si escluderebbe la formazione di ROS (specie reattive dell’ossigeno), notoriamente nocive per il nostro organismo.

In definitiva, i colonizzatori umani entusiasti all’idea di metter radici sulla Luna dovranno pensarci due volte prima di compiere un passo del genere, almeno per adesso.

E voi che ne pensate? Credete che in un futuro lontano si possa trovare un espediente per riuscire a vivere sulla Luna, nonostante le condizioni avverse?

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