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Dr. Strange: Shamballa, il dilemma morale dello Stegone Supremo

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Proposta nel formato dei Grandi Tesori Marvel, Dr. Strange: Shamballa rappresenta una delle avventure più profonde e intimistiche dello Stregone Supremo. La recensione.

Dr. Strange: Shamballa Marvel Comics

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Tra le figure più affascianti e carismatiche dell'Universo Marvel, Doctor Strange è forse quella con la storia editoriale più tortuosa e travagliata. Complici il peso narrativo di quest'ultimo e la tipologia delle avventure che lo hanno visto coinvolto, costantemente in bilico tra fantasy, misticismo e psichedelia, nel corso dei decenni lo Stregone Supremo ha avuto molte difficoltà ad ottenere - e mantenere in vita - una propria testata, finendo a fare il membro onorario di vari supergruppi, dai Difensori agli Avengers.

Un po' per nobilitare i fumetti dei supereroi, un po' per permette agli autori di giocare in libertà con i vari personaggi, negli anni '80 la Casa delle Idee lanciò sul mercato Marvel Graphic Novel, collana di storie autoconclusive - alcune delle quali considerate delle vere e proprie pietre miliari del genere, come X-Men: Dio ama, l'uomo uccide - che permise a Doctor Strange di diventare l'assoluto protagonista di una delle sue avventure più filosofiche e intimistiche.

Scritta da J.M. DeMatteis e realizzata graficamente da Dan Green, Dr. Strange: Shamballa è un'opera complessa e molto particolare, più vicina a un libro illustrato che a un fumetto vero e proprio. I classici ballon rotondi lasciano infatti qui il posto a lunghe didascalie, che portano avanti la storia dialogando allo stesso tempo tanto con il lettore quanto con lo Stregone Supremo.

Dr. Strange: Shamballa nella nuova edizione Panini ComicsPanini Comics

Ambientata in un imprecisato momento della vita del protagonista, Shamballa vede Doctor Strange recarsi sull'Himalaya, luogo in cui sorge il tempio del suo maestro, l'Antico, per rendergli omaggio nell'anniversario della sua morte. Ben presto, però, quello che doveva essere soltanto un pellegrinaggio per celebrare colui che gli ha insegnato l'uso delle arti mistiche si trasforma in qualcosa di più profondo e pericoloso.

Lo Stregone Supremo entra infatti in contatto con una misteriosa scatola, ultimo dono del suo mentore, contenente uno specchio magico, un manufatto attraverso il quale gli sarà possibile far avverare un'antica profezia che determinerà una nuova era di perfezione sulla Terra.

Il prezzo da pagare perché ciò accada è però altissimo, tanto da costringere Strange a compiere un viaggio, sia fisico che interiore, che lo porterà a confrontarsi con le insidie del mistico regno di Shamballa e metterà a dura prova tanto la fiducia nei suoi poteri quanto quella nell'umanità.

L'incantesimo di Dr. StrangeHDMarvel Comics

Prima di essere un supereroe, lo Stregone Supremo tratteggiato dalla sapiente penna di DeMatteis, autore di vere e proprie pietre miliari del fumetto Marvel come L'ultima caccia di Kraven e Il bambino dentro, è soprattutto un uomo. Un individuo che non si fa problemi a mostrare il suo lato più fragile e a sfogare i suoi impulsi sessuali, pieno di incertezze e tormentato dal dubbio, chiamato a prendere una decisione che manderebbe in crisi la mente di chiunque.

I testi dello sceneggiatore newyorkese, proposti perlopiù sotto forma di didascalia ed espressi in seconda persona, sono ricchi di un lirismo poetico e allegorico che fa largo uso di un linguaggio esoterico, tanto da dare al lettore la sensazione di avere tra le mani un vecchio libro di magia. Benché piuttosto breve, Shamballa non è dunque un fumetto semplicissimo da leggere e digerire, soprattutto se si viene dai classici albi Marvel ricchi di azione e veloci scambi di battute.

Anche gli splendidi acquerelli di Dan Green, perfetti per rappresentare il dilemma morale del protagonista e la mistica odissea che è chiamato a intraprendere, donano alla narrazione un tono statico, quasi sospeso, più vicino a un fumetto di Manara che a una storia di supereroi.

Il dilemma di Strange in una tavola del fumettoHDMarvel Comics

Sfogliando Dr. Strange: Shamballa è impossibile non pensare ai classici Vertigo - l'etichetta per adulti di DC Comics - scritti da Neil Gaiman, da Black Orchid a The Books of Magic, che fanno del connubio tra testo in prosa e disegno pittorico il loro punto di forza. Tutte opere successive a quella di DeMatteis e Green, che attestano quanto questa particolare avventura dello Stregone Supremo sia stata decisiva per lo sviluppo di un certo tipo di narrazione a fumetti.

Non c'è quindi molto da stupirsi che Panini Comics, dopo quasi trent'anni dall'ultima pubblicazione italiana, abbia deciso di riproporla ai lettori in un formato prestigioso - parliamo di un volume di grandi dimensioni con sovraccopertina poster - come quello dei Grandi Tesori Marvel, riconoscendole così l'importanza che merita.

Voto8,5/10

A metà tra fumetto e racconto illustrato, Dr. Strange: Shamballa esplora il lato più umano dello Stregone Supremo, mettendolo di fronte alla scelta più difficile della sua vita.

Lorenzo Bianchi

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