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Anche Facebook chiude con Huawei: stop alle app pre-installate sugli smartphone dell'azienda cinese

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Non c'è pace per Huawei dopo l'esecutivo dell'amministrazione Trump. Sulla scia di Google e Microsoft, anche Facebook chiude con l'azienda cinese. Nel frattempo, è nato un accordo tra Cina e Russia per le tecnologie 5G.

La pagina di log-in di Facebook su uno smartphone Huawei Shutterstock

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L'ordine esecutivo dell'amministrazione Trump continua a dare i suoi frutti. Dopo giganti della tecnologia come Google e Microsoft, anche Facebook ha messo la parola fine alla collaborazione con Huawei, azienda nel mirino del governo statunitense perché considerata una minaccia per la sicurezza nazionale.

Come riporta Reuters, la decisione dell'impresa con al timone Mark Zuckerberg vieta a Huawei - con effetto immediato - di pre-installare Facebook, WhatsApp e Instagram sui suoi dispositivi. ll danno, parlando in termini di qualità dell'esperienza utente, è comunque lieve. Questo perché, per il momento, i client dei social network citati possono essere scaricati da Google Play Store senza alcun ostacolo, e continueranno a ricevere gli aggiornamenti fino allo scadere della licenza temporanea di novanta giorni concessa dal Dipartimento del Commercio USA.

Le implicazioni della decisione di Facebook (che è più che altro simbolica) non dovrebbero creare grattacapi a Huawei. Tuttavia, anche in questo caso, non è da sottovalutare il danno all'immagine del brand. Quanti non vedranno di buon occhio l'azienda cinese dopo che anche Facebook ha preso le distanze?

Huawei porta il 5G in Russia

Non è chiaro quanto ci sia di vero nelle pesanti accuse del Presidente Donald Trump, ma Huawei è al centro di un ciclone che potrebbe sconvolgere non solo presente e futuro della società cinese, ma tutto il settore delle telecomunicazioni (Huawei sta investendo molto nel 5G) e i rapporti, già non idilliaci, tra Stati Uniti e Cina.

Ma come si suol dire, 'chiusa una porta, si apre un portone', e il portone per Huawei potrebbe essere la Russia. Infatti, in occasione della recente visita di stato del presidente cinese Xi Jinping al Cremlino, è stato siglato un accordo tra Huawei e il colosso delle telecomunicazioni russe Mts per portare la tecnologia 5G nel paese di Vladimir Putin, con il lancio in via sperimentale già entro la fine del 2019.

Sarà dunque la Russia (e forse anche il Regno Unito, secondo il Financial Times) a sfruttare quelle infrastrutture messe al bando dall'amministrazione Trump. Come reagirà il governo statunitense alla partnership commerciale tra Cina e Russia? Forse con un passo indietro che riporterà tutto ad una apparente normalità.

Il futuro dopo Android

In ogni caso, Huawei non si farà trovare impreparata nel caso in cui l'esecutivo del governo statunitense dovesse essere confermato dopo i novanta giorni di licenza. Il CEO Richard Yu ha infatti confermato che un sistema operativo proprietario (basato sulla versione open source di Android ma senza il supporto di Google) sarà pronto entro la fine del 2019. Ma, nella peggiore delle ipotesi, questo soffrirà dell'assenza del Play Store e di tutte quelle applicazioni sviluppate in USA.

Pensate dunque a uno smartphone (seppur con un hardware al passo coi tempi) senza YouTube, Gmail, Google Maps, Netflix, Facebook, Instagram, WhatsApp, Snapchat, Uber e così via. Investireste in un dispositivo del genere?

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