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Game of Thrones: 20 curiosità/fatti che abbiamo imparato dal documentario finale

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Game of Thrones: The Last Watch, il documentario che racconta il dietro le quinte dell'ultima stagione della produzione HBO, è andato in onda anche in Italia: scopriamo i momenti più curiosi che ha rivelato.

Il cast di Game of Thrones alla lettura della stagione finale HBO

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Ora, la guardia dei fan di Game of Thrones è davvero finita, anche in Italia. Nelle scorse ore, Sky Atlantic ha trasmesso The Last Watch, il documentario di due ore firmato da Jeanie Finlay che racconta il dietro le quinte dello staff tecnico e artistico che ha reso realtà l'ultima stagione della produzione HBO.

Per circa un anno, la documentarista ha seguito gli addetti ai lavori nei diversi set – dall'Islanda alla Spagna, passando ovviamente per l'Irlanda del Nord. Le curiosità emerse, oltre alle storie personali che sono state completamente assorbite dal lavoro e dalla dedizione richiesti, sono tantissime. Scopriamo quelle che dovete assolutamente conoscere!

Le curiosità svelate da The Last Watch

Calcare i set di Game of Thrones, attraverso le riprese di Finlay, ha dato idea allo spettatore di quanto folli i lavori siano stati per rendere realtà i sei episodi finali. Come ha riferito Deborah Riley, production designer della serie TV, lo staff si è convinto che "tutto quello che abbiamo fatto nelle stagioni 4, 5, 6 e 7 è stato addestrarci per l'ultima".

Non è il solo esponente dello staff tecnico della produzione a ritenere mastodontico il lavoro svolto: il regista David Nutter, tornato per dirigere il primo, il secondo e il quarto episodio, si è detto felicissimo di essersi potuto dedicare di nuovo a Game of Thrones, dopo aver vissuto alcuni problemi di salute. Si tratta, per lui, di una macchina ben oliata che è in grado di camminare benissimo, al punto che il regista si è definito "solo un direttore che agita le braccia per dirigere degli ottimi musicisti che suonano".

Il logo di Game of Thrones: The Last WatchHDHBO
Game of Thrones: The Last Watch è il documentario finale che racconta il dietro le quinte di un anno sul set di Game of Thrones 8

Le storie umane e i sacrifici fatti da chi ha dedicato anima e corpo a Game of Thrones 8 non sono però le uniche cose emerse dal documentario: ci sono una miriade di piccoli e interessanti dettagli, al di là delle reazioni dei membri del cast alla lettura dei copioni, che vale la pena conoscere e che vi proponiamo. Attenzione, però: se non avete ancora visto tutti gli episodi della stagione finale, seguiranno spoiler.

  1. La ricostruzione di Approdo del Re
  2. La parrucca di Emilia Clarke
  3. No, Spettro non era un vero lupo
  4. La prima scena di Game of Thrones 8
  5. La leggenda del soldato Stark
  6. La meraviglia delle comparse
  7. Le truppe del Re della Notte
  8. I non-morti come il mal di stomaco
  9. La morte del Re della Notte
  10. Il cambio di mano di Arya
  11. Jorah è morto su un tavolo
  12. L'ultima scena del Re della Notte
  13. L'inconsolabile Sophie Turner
  14. La neve non è neve
  15. Non è tutto morto quel che sembra morto
  16. L'ultima scena di Emilia Clarke
  17. L'ultima scena di Kit Harington
  18. I diversivi sul finale
  19. Il Re della Notte è adorabile
  20. Kiit Harington
  21. L'albero di Natale di Game of Thrones

1. La ricostruzione di Approdo del Re

Ogni scenario richiede un sopralluogo, per poter essere utilizzato e, come ormai i fan sapranno, la città di riferimento per Approdo del Re è sempre stata Dubrovnik, in Croazia. Questa volta, però, la produzione stessa ha ammesso che la ridente cittadina marittima non sarebbe stata felicissima di vestire i panni della capitale dei Sette Regni – destinata a essere polverizzata nell'episodio 5 – quindi si è cercata un'altra soluzione.

HBO in Croazia per Game of Thrones 8HDHBO
Il sopralluogo del produttore Chris Newman a Dubrovnik per Approdo del Re

Lo staff ha così lavorato per sette mesi per ricostruire in un set a Belfast la città – dalle strade ai cancelli, passando per le gradinate e le case con balconate che si affacciavano in direzione della Fortezza Rossa. L'intento finale era quello di distruggerla, è vero, ma il documentario mostra per filo e per segno il lavoro certosino svolto per dare a Daenerys la sua capitale da carbonizzare. Se Approdo del Re vi è sembrata diversa dal solito, insomma, è perché è stata costruita appositamente per l'episodio 5.

2. La parrucca di Emilia Clarke

Lo staff addetto ad acconciature e parrucche dei protagonisti iniziava la giornata lavorativa ancora prima dell'alba, in attesa degli attori. Nel corso del documentario, Emilia Clarke ci è stata mostrata mentre veniva preparata per indossare la splendida acconciatura di Daenerys Targaryen: i suoi reali capelli venivano celati con una cuffia – volta a coprire le radici più scure, che in passato hanno creato qualche problema – sulla quale veniva poi applicata la parrucca.

Clarke adora l'acconciatura della Madre dei Draghi e alla documentarista Finlay ha dichiarato "questi saranno sempre i più bei capelli che abbia mai avuto".

Emilia Clarke dietro le quinte di Game of Thrones 8HBO
Emilia Clarke mentre viene preparata per la parrucca di Daenerys

3. No, Spettro non era un vero lupo (ma lo amiamo lo stesso)

Lo abbiamo scoperto nei giorni scorsi e le informazioni nel documentario lo hanno confermato: purtroppo sul set non c'era nessuno splendido lupo albino a vestire i panni di Spettro. L'adorato compagno di Jon Snow era un manichino inanimato e ancora una volta sono state confermate le grandi difficoltà incontrate per rendere i metalupi realtà, sullo schermo.

In una scena del documentario, ad esempio, è stata mostrata la produzione discutere di quanto dovrebbe essere veloce il passo di un metalupo rispetto agli individui che gli si trovano accanto – in riferimento alla scena finale dell'ultimo episodio. È stato infatti necessario calcolarlo, per sistemare l'andatura di Spettro nella sua realizzazione in computer grafica.

La controfigura di Spettro in Game of ThronesHDHBO
Spettro, che cosa ti hanno fatto?

4. La prima scena di Game of Thrones 8

L'ordine delle scene da girare sul set e quello che si ritrova ad avvenuto montaggio sono ovviamente differenti. Se l'episodio 1 si è aperto con la corsa del bambino a vedere l'arrivo a Grande Inverno delle truppe di Daenerys, sul set la prima scena a essere stata girata è stata quella in cui Daenerys rivela a Sam di aver ucciso suo padre e suo fratello.

Il documentario ha mostrato Clarke, Iain Glen (Jorah Mormont) e John Bradley (Sawmell Tarly) intenti a provare la scena (senza parrucca!) prima del via ufficiale delle riprese dell'ultima stagione.

Emilia Clarke, Iain Glen e John Bradley sul set di Game of Thrones 8x01HBO
Emilia Clarke, Iain Glen e John Bradley provano la scena che apre le riprese di Game of Thrones 8

5. La leggenda del soldato Stark

All'occhio attento degli spettatori di Game of Thrones non sfugge niente e, già da qualche settimana, il soldato Stark è diventato un meme della Rete. Si tratta di una comparsa che ha partecipato alla stragrande maggioranza delle importanti battaglie, fianco a fianco con la grande casata del Nord.

Nel documentario scopriamo di più su questo personaggio, interpretato da Andrew McClay – un vero devoto di casa Stark. L'attore era entusiasta del suo ruolo e completamente preso dalla fede del suo personaggio nella famiglia di Lord Eddard, al punto che quando partecipò per la prima volta a Game of Thrones raccontò che la sera prima la sua casa era andata bruciata in un incidente, aggiungendo che "non importava" – perché sul set poteva pensare solo a Westeros. Un vero eroe del continente occidentale!

Andrew, il soldato Stark, in diversi momenti da comparsaHDReddit/GameOfThrones
Il leggendario soldato Stark non è sfuggito agli occhi dei fan!

6. Le comparse non erano così abituate a incrociare i protagonisti

Proprio Andrew McClay, insieme ad altre comparse, ha dato l'idea di quanto grandi fossero i set e quanto frammentato il lavoro di ripresa delle diverse sequenze. Alcuni attori sono stati mostrati mentre chiacchieravano tra loro delle avventure sul set, rivelando se e quando avevano incontrato qualcuno dei personaggi principali – il che non era evidentemente molto frequente.

McClay in The Last Watch si è mostrato particolarmente entusiasta dei suoi incontri con Kit Harington e ha raccontato di essere rimasto estasiato all'idea di aver potuto lavorare fianco a fianco con Jon Snow – al quale ha donato anche una giacca-ricordo degli Stark avuta sul set.

7. Le truppe del Re della Notte

L'avanzata dell'esercito del Re della Notte è apparsa come uno schiacciasassi, fino al terzo episodio di Game of Thrones 8. Secondo i copioni ufficiali della stagione finale, il Signore dei Morti contava su oltre 120mila tra non-morti ed Estranei – un esercito sterminato difficile da fermare in campo aperto e ancora di più dopo che i Dothraki sono stati decimati.

Vladimir Furdik dietro le quinte di Game of Thrones 8HDHBO
Vladimir Furdik nei panni del Re della Notte

8. I non-morti come il mal di stomaco

Nella sequenza del terzo episodio in cui Sophie Turner (Sansa Stark) e Maisie Williams (Arya Stark) si trovavano sulle mura di Grande Inverno, durante la carica dei Dothraki verso l'ignoto – e la loro caduta – alle due attrici è stato chiesto di mostrare un'espressione preoccupata e sofferente a causa della tensione.

Per dare loro un'idea dell'impressione che dovevano trasmettere, gli è stato raccomandato di fare la stessa faccia che avrebbero fatto se avessero avuto un forte mal di stomaco. Effettivamente, trovarsi di fronte a un'orda di 120mila non-morti potrebbe causarne parecchio, di mal di stomaco.

9. La morte del Re della Notte

Girare la scena di morte del Re della Notte ha richiesto tantissimi ciak per trovare le inquadrature e i momenti giusti. Nel documentario, abbiamo visto Vladimir Furdik – attore che ha vestito i panni del condottiero dei Morti – torreggiare su Bran, mentre Maisie Williams provava a sorprenderlo alle spalle appesa a un supporto che la "lanciava" in avanti.

Maisie Williams e Vladimir Fudrik dietro le quinte di Game of Thrones 8x03HBO
Girare la sequenza di morte del Re della Notte ha coinvolto Maisie Williams e Vladimir Fudrik per tanti ciak

La scena è stata ripetuta più e più volte, fino a quando il regista Miguel Sapochnik non si è ritenuto soddisfatto di quanto catturato dalle cineprese nei numerosi ciak. Arya sarà anche riuscita nella grande impresa nel suo unico e disperato tentativo di prevalere sul Re della Notte e salvare Bran, ma dietro le quinte le cose sono state più difficili!

10. Il cambio di mano di Arya

C'è una scena divenuta un tormentone, nella stagione 7 di Game of Thrones, in cui Arya Stark e Brienne di Tarth (interpretata da Gwendoline Christie) si allenano insieme, mettendo in mostra le loro abilità. Qui, quando Brienne le immobilizzava la mano armata, Arya si lanciava la daga Catspaw nell'altra, riuscendo ad agguantarla al volo e ad attaccare.

Si tratta essenzialmente dello stesso trucco usata dalla giovane assassina per uccidere il Re della Notte mentre l'aveva catturata in una morsa, ma con una differenza: un video dietro le quinte della stagione 7 aveva rivelato che Maisie Williams aveva davvero eseguito il lancio e la presa al volo, senza controfigure né lavori di post-produzione.

Maisie Williams e Gwendoline Christie dietro le quinte di Game of ThronesHBO
Il dietro le quinte da Game of Thrones 7 in cui Maisie Williams eseguiva davvero il cambio di mano volante della daga

Non è stato invece il caso dell'uccisione del Re della Notte nell'episodio 3 di Game of Thrones 8: come mostrato in The Last Watch, l'attrice nel dietro le quinte lasciava cadere la daga con la mano sinistra, ma poi non l'ha davvero agguantata al volo con la destra. Immaginiamo in effetti che la cosa fosse un po' difficile da eseguire, mentre era appesa ai supporti che la tenevano per aria davanti al collega Furdik.

11. Jorah è morto su un tavolo

Saperlo fa suonare il tutto molto meno tragico, ma sappiate che Ser Jorah Mormont, in realtà, è morto su un tavolo. Il documentario dietro le quinte ha svelato che la scena in cui il valoroso cavaliere cede alle sue ferite – ma solo dopo aver protetto Daenerys – è stata girata con lui steso su un tavolo e la Khaleesi, accanto a lui, che lo piangeva.

Iain Glen ed Emilia Clarke girano la scena di morte di Jorah MormontHBO
È stata una morte valorosa, Jorah, non fa nulla se sei morto su un tavolo

Sullo sfondo, alle spalle dei due attori, l'imponente green screen servito per piazzare lo scenario infernale di Grande Inverno e l'arrivo del piangente drago Drogon.

12. L'ultima scena del Re della Notte

L'ultima scena girata da Furdik nei panni del Re della Notte non è stata quella della sua morte: lo stuntman ha detto addio al personaggio dopo aver girato la sequenza in cui viene disarcionato da Viserion e precipita nel vuoto.

Per la scena, Furdik si è lasciato cadere di spalle a corpo morto da parecchi metri di altezza – come, diciamolo, solo un vero stuntman avrebbe il coraggio di fare – su una enorme pila di cartoni coperti da un green screen.

13. L'inconsolabile Sophie Turner

Il regista David Nutter ha spiegato al cast, durante la sequenza funebre in apertura all'episodio 4, che tutti avrebbero dovuto avere un'espressione e un temperamento consoni al momento di grande dolore. In particolare, Sophie Turner si è concentrata e ha chiesto "qualche minuto per farla mia" in vista della scena in cui avrebbe salutato per l'ultima volta Theon Greyjoy (Alfie Allen), donandogli una spilla Stark.

Sophie Turner gira Game of Thrones 8x04HBO
Sophie Turner non riusciva a smettere di piangere dopo aver girato la scena del funerale nel quarto episodio

L'attrice è entrata decisamente nella parte, dal momento che come mostrato dal documentario non riusciva a smettere di piangere al termine delle riprese della sequenza. Quando si dice entrare in sintonia con il proprio personaggio!

14. La neve non è neve

Esattamente come Spettro era in realtà un grosso e grottesco manichino, anche la neve è stata tutta una finzione. Come spiegato da Del Reid, il tecnico che si è occupato di riempire i set di "neve", si trattava in realtà di carta e acqua amalgamate nella giusta misura. Suona meno magico, è vero, ma sicuramente molto più pratico che mettersi seriamente a spalare neve e ghiaccio per preparare i set.

Del Reid dietro le quinte di Game of Thrones 8HDHBO
Del Reid al lavoro per sistemare la "neve" sul set

15. Non è tutto morto quel che sembra morto

Un team di esperti per le protesi ha realizzato molti dei morti che avete visto in scena, che erano in realtà dei manichini. Diverse delle persone carbonizzate ad Approdo del Re, ad esempio, sono state realizzate appositamente e non erano veri attori – soprattutto nel caso di teste e altre parti mozzate, come sicuramente avevate già immaginato.

È stato fatto un lavoro simile anche e soprattutto per la Battaglia di Grande Inverno: i tecnici addetti hanno realizzato vere e proprie lastre con attaccati dei cadaveri finti, che hanno "popolato" gli scenari delle diverse sequenze. Non è tutto morto quel che sembra morto, insomma, soprattutto quando non è mai stato vivo.

16. L'ultima scena di Emilia Clarke

Anche nel caso di Emilia Clarke, l'ultima scena sul set non è stata quella vista poi in onda, che l'ha portata a morire tra le braccia di Jon Snow. La sequenza vedeva invece la Madre dei Draghi in studio davanti a un green screen con Snow, probabilmente in una delle fasi pre-battaglia o in uno dei momenti condivisi dai due nel primo episodio, dopo il volo con i draghi.

Il team dei parrucchieri di Game of Thrones 8HDHBO
I parrucchieri preparano la parrucca di Daenerys per l'ultima volta

La mattina della sua ultima scena, nel documentario Clarke è apparsa sia alleggerita all'idea di aver finito di lavorare, sia estremamente triste. L'attrice ha fatto notare alla sua parrucchiera che sarebbe stata l'ultima volta che avrebbe portato i capelli di Daenerys e, al termine delle riprese, gli altri addetti ai lavori le hanno lasciato scritto un commovente messaggio: "addio Dany, bentornata Emilia".

17. L'ultima scena di Kit Harington

Momenti toccanti anche per Kit Harington, che ha salutato Jon Snow girando la scena in cui cerca di impedire a Verme Grigio (Jacob Andersen) di mettere a morte dei soldati Lannister presi prigionieri, nell'episodio 6. A tu per tu con lo showrunner D. B. Weiss, l'attore si è mostrato visibilmente emozionato in The Last Watch: ha ringraziato tutti per avergli consentito di avere questo ruolo, ha assicurato che "questo non è mai stato un lavoro, per me" e si è detto certo che sarebbe stata l'esperienza più bella mai fatta nella sua vita.

Kit Harington nella sua ultima scena in Game of Thrones 8HBO
Kit Harington commosso dopo aver girato la sua ultima scena nei panni di Jon Snow

D. B. Weiss ha avuto parole altrettanto dolci per lui: "grazie per essere stato Jon Snow per tutti questi anni".

18. I diversivi sul finale

Nel documentario non c'è traccia delle voci che parlavano dell'aver girato più finali per depistare gli spoiler, ma effettivamente dei diversivi ci sono stati. Per girare la sequenza in Spagna, a Italica, della Fossa del Drago in cui Bran viene nominato Re dei Sei Regni, la produzione ha convocato anche alcuni attori che non avevano niente a che vedere con la scena.

Faye Marsay e Tom Wlaschiha sul set di Game of Thrones 8x06HBO
L'Orfana e J'aqen si divertono sul set del finale, dove sono stati portati come diversivi

Tra questi è finito anche Vladimir Fudrik, il Re della Notte, ma non solo: per l'occasione, sono stati portati sul set anche Tom Wlaschiha (Jaqen H'ghar) e Faye Marsay (L'Orfana) – con l'intento di gettare benzina sul fuoco delle teorie che volevano Arya essere stata in realtà uccisa proprio dall'Orfana, in accordo con l'Uomo Senza Volto della Casa del Bianco e del Nero, nella stagione 6.

19. Il Re della Notte è adorabile

Potrà anche aver vestito i panni del cattivissimo generale dei Morti, disposto a ogni cosa pur di ridurre l'umanità a un esercito di zombie ai suoi ordini, ma Vladimir Furdik si è scoperto essere a dir poco adorabile, nel corso del documentario. Durante la sua permanenza a Siviglia, l'attore ha notato l'enorme schiera di fan in attesa ai cancelli dell'hotel e ha deciso di avvicinarsi per divertirsi con loro, firmare autografi e scattare foto.

Vladimir Furdik dietro le quinte di Game of Thrones 8 in The Last WatchHDHBO
Vladimir Furdik ha conquistato i fan ed è uno dei protagonisti assoluti di The Last Watch

Furdik è stato così aperto e disponibile che qualche fan gli ha addirittura detto "tiferò per te". Ecco come si reclutano nuovi adepti per l'esercito dei morti!

20. "Kiit" Harington

Mentre rientrava dal set in albergo, a Siviglia, Kit Harington ha raccontato che i fan spagnoli sono soliti chiamarlo "Kiit", allugando la "i". Per questo motivo – e vista la quantità di "Kiit" che effettivamente è stato possibile sentire anche nel corso di The Last Watch – anche gli altri membri del cast e dello staff hanno iniziato a farsi beffe di lui e a chiamarlo nello stesso modo.

Kit Harington in auto a Siviglia, prima dell'incontro con i fan al rientro in albergoHBO
Kit Harington racconta di essere ormai diventato Kiit Harington

21. L'albero di Natale di Game of Thrones

Mentre gli ambienti di lavoro della produzione erano tappezzati da poster, copertine patinate e immagini dei protagonisti di Game of Thrones, l'albero di Natale poteva forse non essere a tema? Ovviamente no.

In una sequenza di The Last Watch, Finlay ha mostrato un Jon Snow in versione natalizia a decorare l'albero, ma soprattutto una bambola nuda con corti capelli biondi, posizionata tra i rami, con le grazie coperte dal cartello "shame" – in riferimento al cammino della vergogna affrontato da Cersei Lannister nell'ultimo episodio della stagione 5.

Una delle decorazioni dell'albero di Natale a tema Game of ThronesHBO
Shame!

Le due ore di documentario hanno indubbiamente svelato di più su tutto il lavoro che si è reso necessario per rendere realtà i sei episodi finali di Game of Thrones. Ora, la guardia è davvero finita e tutti i membri del cast – artistico e tecnico – avranno nuovi impieghi a cui dedicarsi, a partire dagli interpreti dei nostri personaggi preferiti.

Game of Thrones è andato in onda in otto stagioni, dal 2011 al 2019, sull'emittente HBO. In Italia le repliche degli episodi (e del documentario) sono disponibili anche on demand su Sky e Now TV.

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