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Samsung, il nuovo software di deepfake dà vita alla Gioconda

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Samsung ha creato un software di deepfake in grado di dar vita a foto e addirittura ritratti su tela. I risultati sono sorprendenti, ma attenzione agli effetti negativi.

Il software di deepfake di Samsung applicato alla Gioconda Samsung / Egor Zkharov / MondoFox

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I software per la creazione di deepfake, ovvero clip audio o video generati grazie all'intelligenza artificiale, non sono di certo una novità. Samsung, tuttavia, ha portato la tecnologia allo step successivo con la creazione di un sistema in grado di dare vita anche... alla Gioconda!

Per la realizzazione di un deepfake credibile è necessario fornire al modello neurale molto materiale di riferimento. Più foto, video e suoni sono a disposizione dell'AI, più accurato è il risultato finale. In un laboratorio in Russia i ricercatori di Samsung hanno però creato un sistema che può sfruttare anche una singola foto, o addirittura un ritratto su tela o tavola.

Immagine che mostra la fase d'apprendimento del software di deepfake di SamsungHDSamsung / Egor Zakharov

Ciò è stato possibile addestrando l'algoritmo di base a riconoscere i punti di riferimento del viso (forma del volto, degli occhi, della bocca e così via), analizzando un archivio pubblico di oltre 7 mila foto di celebrità ricavate da YouTube. Grazie a questo allenamento, il sistema riconosce gli elementi del volto in ogni singola foto e riesce a dar vita alla persona immortalata.

Il maggior punti di forza del software dell'azienda sud-coreana è che può agire anche sui dipinti. Nel video (che trovate subito sotto) potete ammirare, ad esempio, la Gioconda di Leonardo da Vinci. Il risultato è a dir poco sorprendente (ma anche un po' inquietante).

In tutti gli esempi proposti nel video sono ben visibili gli artefatti visivi, ma è sbalorditivo che un software riesca a ottenere questi risultati avendo a disposizione solo una foto o un dipinto.

Di tale tecnologia non sono tuttavia da sottovalutare i potenziali effetti negativi. Parlando del pericolo disinformazione, il ricercatore del Darmouth College Hany Farid ha dichiarato:

Seguendo la tendenza dello scorso anno, queste tecniche richiedono sempre meno dati e generano contenuti sempre più sofisticati e convincenti. Questi risultati sono un ulteriore passo nell'evoluzione di queste tecnologie che portano alla creazione di contenuti multimediali che alla fine saranno indistinguibili dalla realtà.

Cosa ne pensate dei software utilizzati per il deepfake? E come giudicate le parole di Farid, davvero in futuro non saremo più in grado di distinguere il vero dal falso?

Fonte The Verge

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