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Game of Thrones 8x05, la questione della coerenza: Daenerys Targaryen

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L'ottava e ultima stagione de Il trono di spade è affetta da diversi problemi narrativi, anche sulla coerenza dei personaggi. Ma non per Daenerys: l'episodio 8x05 è una tappa del suo viaggio.

Daenerys in Game of Thrones HBO

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Una larga parte del fandom di Game of Thrones si è sollevato contro questa ottava stagione, e in particolare contro il quinto - e penultimo episodio.
Principale oggetto della discordia: Daenerys Targaryen.

(Attenzione: NON leggete se non avete ancora visto l’episodio!)

Attenzione! Possibili spoiler!

Coerenza

La questione della coerenza, nel senso dello stravolgimento dei personaggi, è la più gettonata.

Personalmente sono d’accordo… ma non per quanto riguarda Daenerys. Prima di spiegarvi perché la penso così, vorrei soffermarmi su ciò che non funziona.

Questa ottava stagione, come tutti sappiamo, è la prima che non si basa sul solido materiale letterario di George R.R. Martin. Ha superato gli eventi della saga letteraria, andando alla cieca. E si vede.

La scelta di voler dare una conclusione al pubblico televisivo prima della conclusione letteraria, purtroppo, si porta dietro degli inevitabili problemi di scrittura.

La sostanza dei libri - con tutto il simbolismo, le metafore religiose, le rivisitazioni storiche... - è assente. Le fondamenta stesse di Game of Thrones sono assenti: tutto è affrettato, accelerato, approfondito nei momenti e nei luoghi sbagliati.
Manca equilibrio.

Fin dall’episodio pilota temiamo gli Estranei, la Lunga Notte, il Re della Notte... Ne sentiamo parlare per anni, e poi vediamo il tutto risolto nell’arco di un episodio. Uno solo.

E ancora: sì, la strage compiuta da Daenerys è coerente con il personaggio. Orrenda, efficace dal punto di vista visivo - mostra l’atrocità della guerra, in modo inequivocabile - e coerente dal punto di vista narrativo. È tutto il resto a non tornare.

La fine di Cersei e Jaime (che dubito siano davvero morti così…Almeno spero. Vedremo). Lo scontro fra Jaime ed Euron Greyjoy, ridotto a uno scambio di battute fra maschi in competizione (e la mancanza dell’adeguato spazio dedicato ad Aeron nella serie si fa sentire più che mai. Uno dei personaggi letterari più interessanti è stato tagliato troppo in fretta).

Anche Arya - e non è cosa da poco - si ritrova protagonista di scene che in qualche modo stonano con il suo sviluppo. Il Mastino la salva, andando incontro al suo destino nel fuoco (che funziona ed è coerente), ma immergerla in una mezza dozzina di occasioni consecutive che avrebbero potuto costarle la vita è una scelta fine a se stessa.

Soprattutto dopo che Arya ha ucciso il Re della Notte: va bene evidenziare la mostruosità della guerra e dell’odio di Daenerys, ma da qui a ritrasformare Arya in una ragazzina spaventata ce ne passa.

Per non parlare degli episodi precedenti: tutto, ripeto, affrettato. Inclusa la fine di Varys e l’atteggiamento di Jon durante la battaglia.

Ma c’è di più: Daenerys è pronta a distruggere anche lui, anche i suoi uomini, devastando Approdo del Re. Perché?

Missandei

La morte di Missandei getta Daenerys nella disperazione più nera. Nemmeno la perdita di Khal Drogo l’aveva ridotta così. Come mai?

Per molti motivi: perché è lontana da casa, in un continente in cui nessuno la ama come invece succedeva quando girava per Essos liberando i popoli dalla schiavitù.

Qui, a Westeros, viene vista come il nemico invasore. Temuta, evitata, disprezzata.

Si sente sola e l’unica persona che ha vicino non è chi credeva che fosse: il suo legame con Jon Snow è inevitabilmente condizionato dalla rivelazione sulla vera identità dell’uomo.

E ancora: Missandei non era solo la sua compagna d’avventure da molto tempo. Rappresentava in qualche modo il senso stesso della sua missione: liberare gli oppressi - certo, attraverso il sangue, se necessario.

La vendetta di Cersei si riversa su Missandei, scatenando in Daenerys la fine di un’era. E la stessa Missandei lancia un messaggio inequivocabile: Dracarys, brucia tutto.

Il sogno di Daenerys di conquistare per spezzare le catene e offrire al popolo dei Sette Regni un futuro migliore s’infrange nel momento stesso in cui la testa di Missandei rotola giù dalle mura della città.

Lo stato psicologico di Daenerys è fondamentale per capire la coerenza delle sue azioni: sola, disperata, con il cuore in frantumi. Una madre che ha perso due dei suoi figli, ricordiamolo.

E con due sogni, quello di regnare su un popolo che la ama e il sogno d’amore con il suo compagno, infranti in un istante. In momenti diversi ma nello stesso, breve periodo.

Game of Thrones 8x05, un'immagine di DaenerysHBO
Game of Thrones 8x05: Daenerys

Fire and Blood: una strage annunciata

Fuoco e sangue: il motto della casa dei Targaryen si lega ai draghi, a una tradizione di guerrieri spietati e - non va dimenticato - a secoli di accoppiamenti fra consanguinei che hanno generato l'inevitabile follia.

Non a caso, il Re Folle voleva bruciare tutti, dare fuoco all’intero mondo, prima di essere ucciso.

E non a caso, in una delle immagini di Daenerys dell’episodio 8x05, si ravvisano alla perfezione gli stessi tratti di suo fratello, tipici dei Targaryen. I capelli d’argento (e non “biondi”), gli occhi chiari, la pelle diafana. Il viso impassibile. Per un attimo, sembra di rivedere Viserys in lei.
È voluto: tutto, in quel momento, lascia intuire ciò che succederà.

Ci sono diversi segnali, oltre a questo. Daenerys, consapevole di non essere amata, afferma che se non possono amarla, allora dovranno temerla

In più occasioni, in passato, parlando con Ser Jorah, aveva detto di essere pronta a tutto pur di conquistare il Trono. In più occasioni, aveva dichiarato di volersi prendere il potere con il fuoco e con il sangue. Fire and blood, appunto.

Senza contare le molte esecuzioni che aveva ordinato - Varys è solo l’ultimo di una serie. Ha regnato in base alla legge del taglione: occhio per occhio… E anche peggio, in qualche caso.

Daenerys non è mai stata tenera. Non è mai, mai stata troppo incline al perdono.

Ha sempre voluto dimostrarsi giusta e nel suo mondo il concetto di giustizia include sia la pena di morte per i traditori che la distruzione di chi si mette fra lei e il Trono.

Daenerys è diventata la Regina Folle, come suo padre?

Forse. O forse, è solo arrivata al compimento del suo percorso, dove il destino l’avrebbe comunque grazie al suo nome: Targaryen.

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