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Doris Day è morta: addio a una leggenda del cinema di Hollywood

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Doris Day era il simbolo di quell'America nella quale tutti avrebbero voluto vivere: un Paese in cui il mondo appariva ordinato e accogliente, perfino quando c'era di mezzo qualcosa di spaventoso. Perché solo lei, Doris Day, faceva risplendere tutto.

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Oggi, 13 maggio 2019, si è spenta Doris Day, una delle ultime grandi leggende della Golden Age di Hollywood.

Più di 40 film, 4 Golden Globes, una nomination agli Oscar e oltre 100 canzoni che l'avevano resa una delle voci - oltre che dei volti - più amati d'America.

Doris Day era una delle ultime, grandi icone della Hollywood dei tempi d'oro.

Ora che non c'è più - portata via a 97 anni da una polmonite - lascia un'eredità unica nel suo genere.

Una carriera incredibile: gli inizi con Warner Bros.

Doris Mary Ann Kappellhoff era nata a Cincinnati il 3 aprile del 1922.

Il padre, insegnante di musica e direttore di un coro, fu fondamentale per la sua educazione musicale.

La passione per il canto, che iniziò a studiare fin da piccola, la portò a diventare una delle più amate protagoniste della scena musicale statunitense.

Insieme, naturalmente, ai ruoli cinematografici che contribuirono a trasformarla nell'icona della fidanzatina d'America, la ragazza della porta accanto - prima - e la distinta signora che tutti avremmo voluto avere come vicina di casa - poi.

Da bambina, però, Doris sognava di fare la ballerina. Iniziò a studiare danza, ma un infortunio a soli 15 anni stroncò le sue prospettive per una carriera da professionista.

Tornò quindi a concentrarsi sul canto e sulla recitazione. Il suo debutto come attrice è tutt'oggi ricordato come leggendario: venne presentata al grande regista Michael Curtiz (il regista di Casablanca) in seguito a un party privato, tenutosi nella casa del compositore Jule Styne (Peter Pan), durante il quale si esibì come cantante.

Curtiz rimase impressionato dal talento naturale della Day, le procurò un contratto cinematografico con la Warner Bros. e la diresse nel suo primo film: Amore sotto coperta.

Il film fu un grandissimo successo, ottenne due nomination agli Oscar e spianò la strada alla carriera di Doris Day, che per tutti gli anni successivi alla Warner - fino al 1954 - non si fermo un attimo. Nello stesso periodo lavorava anche in radio, in una trasmissione di grandissimo successo insieme a Bob Hope.

Recitò in Musica per i tuoi sogni, L'amore non può attendere, Chimere, Tè per due, La ninna nanna di Broadway, Vecchia America, Aprile a Parigi, Non sparare, baciami!...

Gli anni '50, Hitchcock e la TV

Nella seconda metà degli anni '50, Doris Day recitò in film più impegnativi, che ne mostrarono la maturazione come attrice.

Amami o lasciami, accanto a James Cagney, fu la pellicola che precedette il debutto con il maestro Alfred Hitchcock, che la volle per L'uomo che sapeva troppo e che entrò nella storia anche grazie alla sua interpretazione del brano musicale Whatever Will Be (Que Sera Sera).

Seguirono tanti altri successi, da Il gioco del pigiama a 10 in amore, da Attenti alle vedove a Il letto racconta, da Non mangiate le margherite al grande thriller di David Miller: Merletto di mezzanotte, che per quanto mi riguarda resta una delle sue interpretazioni più indimenticabili.

E ancora: Il visone sulla pelle, La ragazza più bella del mondo, Non mandarmi fiori! (uno dei suoi film più famosi), La mia spia di mezzanotte, C'è un uomo nel letto di mamma e tanti altri film ne fecere una delle attrici americane più rappresentative del cinema made in USA degli anni '50 e '60.

La sua prima e unica nomination agli Oscar - per anni la stampa specializzata lamentò la mancata consegna di un Oscar alla carriera - arrivò con il ruolo di Jan Morrow ne Il letto racconta, accanto al suo grandissimo amico Rock Hudson.

Nel 1968, Doris Day si concentrò sul piccolo schermo diventando l'amatissima protagonista di The Doris Day Show, che la impegnò quotidianamente per 5 stagioni e le fece preferire la TV al cinema, al quale non sarebbe più tornata.

Rifiutò il ruolo della signora Robinson ne Il laureato (a favore di Anne Bancroft).

Vita privata

Doris Day si sposò per ben 4 volte (con Barry Comden, Martin Melcher, George Weidler e Albert Paul Jorden) ma ebbe un solo figlio, Terry Melcher, miracolosamente scampato alla strage compiuta dai seguaci di Charles Manson nell'estate del 1969.

Melcher, infatti, era stato fino a poco prima il proprietario della villa di Cielo Drive in cui Sharon Tate, incinta di 8 mesi, venne massacrata insieme ad altre quattro persone.

Melcher era un celebre produttore discografico e, secondo la polizia, sarebbe stato lui l'obiettivo della strage: Manson non sapeva che avesse ceduto la villa al regista Roman Polanski, marito di Sharon Tate, e avrebbe voluto vendicarsi per il rifiuto ottenuto da Melcher relativamente alla produzione di un disco (Manson aveva velleità artistiche e sognava di diventare un famoso musicista).

Terry Melcher e sua madre: Doris DayGetty Images
Terry Melcher e sua madre: Doris Day

Doris Day ha avuto una vita e una carriera incredibili, ricchissime di momenti memorabili e di conoscenze importanti.

La sua storia è stata raccontata in molti libri - di cinema e musica, ma non solo. Soprattutto, però, Doris Day ci è stata raccontata dalle sue canzoni, dai suoi film e dalla realizzazione di un sogno: diventare una delle più grandi icone artistiche dell'America dei tempi d'oro.

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