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Roman Polanski denuncia l'Academy per averlo espulso

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In seguito alla sua espulsione, Roman Polanski ha denunciato l'Academy. Per il regista, l'organizzazione lo ha rimosso in maniera non conforme alla legge. Un portavoce dell'AMPA ha già replicato: "È stata una decisione corretta e ragionevole".

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Dopo la sua rimozione, avvenuta per "motivi etici" a maggio 2018, Roman Polanski ha deciso di fare causa all'Academy of Motion Picture Arts and Sciences (AMPA), a suo dire rea di aver preso una decisione non conforme alla legge californiana, e di chiedere inoltre il suo reintegro.

Stando a quanto si legge su Variety, Polanski ha chiesto un risarcimento all'organizzazione che annualmente celebra l'industria del cinema con la notte degli Oscar. Secondo il suo avvocato, l'Academy non avrebbe provveduto al suo allontanamento sulla base di una procedura corretta, in quanto la decisione presa si reggeva sull'assenza di prove a carico del regista.

L'AMPA, dal canto suo, ha già provveduto a rispondere alle accuse di Polanski affermando che l'espulsione è stata decisa "conformemente alle regole di condotta dell'organizzazione" e "nel rispetto della dignità umana". La conferma è arrivata da un portavoce dell'AMPA, che ha rilasciato alcune dichiarazioni a Variety:

Le procedure adottate per espellere il signor Polanski sono state giuste e ragionevoli. L'Academy ha difeso la sua posizione in maniera appropriata. 

Il regista Roman Polanski alla premiere di Quello che non so di leiHDGetty Images

La sospensione o l'espulsione dal gruppo richiede l'approvazione di due terzi del Consiglio di Amministrazione, che conta di 54 membri. Sembra però che per il legale del regista l'Academy abbia agito in modo non idoneo:

Noi contestiamo la correttezza della loro procedura. Non gli hanno dato la possibilità di rispondere. Non gli è stato fornito nessun avviso né alcuna spiegazione. 

Questa controversia sorta tra il regista e l'organizzazione si fa quindi più complessa e ai giudici toccherà l'ultima parola.

L'espulsione di Polanski: le ragioni dell'Academy

Il provvedimento contro Polanski è stato preso dall'Academy dopo che a Hollywood si sono susseguite le accuse di molestie sessuali contro Harvey Weinstein, fondatore di Miramax e una delle figure più potenti nell'industria cinematografica statunitense.

Lo scandalo Weinstein e la parallela esplosione del movimento #MeToo (bollato da Polanski come mera "isteria di massa") ha quindi portato ad un ripensamento della posizione del regista polacco, che nel 1977 fu accusato di stupro dalla modella - allora adolescente - Samantha Geimer (che lo ha poi pubblicamente perdonato schierandosi inoltre contro la decisione presa dall'Academy).

Seduta in tribunale, Samantha Geimer si volta verso il fotografoHDGetty Images
Samantha Geimer, prima accusatrice del regista

Per evitare la condanna, Polanski decise di recarsi in Francia e non fece ritorno negli USA neppure per ritirare nel 2003 l'Oscar per la migliore regia per Il pianista. Contro di lui sono però recentemente emerse nuove denunce di molestie sessuali, tra cui quella tardiva dell'attrice tedesca Renate Langer, quarta accusatrice dopo la Geimer, Charlotte Lewis e Robin M.

A quel punto l'Academy ha rilasciato un comunicato in cui motivava la propria decisione circa l'allontanamento di Polanski e del comico Bill Cosby, anche lui al centro di un caso di molestie (ai danni di Andrea Constand):

Il consiglio dell’Academy Of Motion Pictures Arts and Sciences si è riunito martedì sera [1 maggio 2018] e ha votato per espellere l’attore Bill Cosby e il regista Roman Polanski in conformità con i nuovi standard di condotta dell’Organizzazione.

Il Consiglio continua a incoraggiare standard etici che richiedono ai membri di sostenere i valori di rispetto della dignità umana dell’Academy.

J'Accuse, il prossimo film di Roman Polanski

Mentre attende un responso alla sua richiesta di risarcimento e reintegrazione, il regista è attualmente al lavoro su un nuovo lungometraggio dal titolo eloquente, J'Accuse.

II film racconterà la controversa vicenda del capitano Alfred Dreyfus, che nel 1894 fu condannato con l'accusa (poi rivelatasi falsa) di alto tradimento. Nel ruolo del protagonista vedremo Louis Garrel (attualmente in sala con L'uomo fedele), ma nel cast figura anche Jean Dujardin nei panni di Georges Picquart, uno dei principali artefici dello scagionamento di Dreyfus. 

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