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All That Jazz: la recensione del capolavoro immortale di Bob Fosse

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Scritto e diretto da Bob Fosse, premiato con 4 Oscar, ispirato alla vita dello stesso Fosse e spaventosamente profetico. Ecco la recensione di All That Jazz, capolavoro della storia del cinema.

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Nove nomination e quattro premi Oscar (colonna sonora, costumi, montaggio e Art Direction). Un cast di quelli che lasciano un segno indelebile (Roy Scheider e Jessica Lange su tutti, ma anche Deborah Geffner, Leland Palmer, John Lithgow…

Un regista che firma un altro fra i suoi capolavori (insieme a Cabaret e Lenny).

All That Jazz, diretto e scritto - insieme a Robert Alan Aurthur - da Bob Fosse ha scritto una pagina importante nella storia del musical. Perché ha anticipato, ispirato e mostrato la strada a tutti gli altri: Chorus Line, Chicago, Birdman… Perfino l’episodio musical di Scrubs gli rende omaggio.

La colonna sonora è entrata nella storia del cinema, della musica e della cultura popolare. All That Jazz è uno spaccato duro e realistico sul mondo dello spettacolo alla fine degli anni ’70.

Quando migliaia di ballerini vivevano di provini per ottenere un ruolo a Broadway e prendevano lezioni di canto per diventare artisti a tutto tondo.  Mentre i grandi registi e coreografi - rappresentati dal personaggio di …, uno straordinario Roy Scheider - scendevano a compromessi con i produttori, le preferenze personali, il grande circo di Broadway che in qualche modo poteva determinare il corso delle vite di chi voleva stare sul palcoscenico.

All That Jazz, una scena dal filmHDColumbia Pictures, Twentieth Century Fox
All That Jazz: Roy Scheider mostra ai ballerini cosa vuole

Passare giornate a selezionare i ballerini, mentre si muovono a decine sul palco, ripetendo all’infinito la stessa sequenza.

Cercare di conciliare lavoro e vita privata - in un mondo in cui le aspiranti star sono disposte a tutto pur di entrare nello show e i coreografi se ne approfittano. Erano gli anni ’70, era Broadway, era il mondo dello spettacolo. Era, ed è ancora, All That Jazz.

Il mondo di All That Jazz è un mondo di scambi, di do ut des, di compromessi e di sacrifici, di bugie e tradimenti, travestimenti e trasfigurazioni. Un mondo in cui la finzione e la realtà s’intrecciano, per gli addetti ai lavori, in un modo che non consente più di distinguerli davvero.

All That Jazz in home video20th Century Fox
All That Jazz: una delle edizioni home video del capolavoro di Bob Fosse

L’incorreggibile infedeltà di Joe Gideon è il simbolo di un mondo in cui oggi sei qualcuno e domani non conti più nulla. Le conversazioni immaginarie di Joe con Angelica (Jessica Lange), la dama in bianco, sono la riflessione profonda sulla vita di un artista a tutto tondo - attore, ballerino, coreografo, regista - che è diventato un tutt’uno con il suo mondo lavorativo.

Bob Fosse, in questa storia autobiografica sulla sua vita - che vedremo dal 18 aprile in prima assoluta su su FoxLife, con l’attesissima serie TV Fosse/Verdon - descrive minuziosamente un mondo che ha conosciuto, vissuto, respirato ma anche contribuito a creare. Con coreografie provocatorie - altro che “dirty dancing” - ma al tempo stesso piene di poesia e intrise dell’essenza stessa della danza.

Bob Fosse, con la sua vita tormentata e straordinaria, ci verrà raccontato dal 18 aprile da Sam Rockwell (Oscar per Tre manifesti a Ebbing, Missouri) attraverso la sua storia d’amore con la futura terza moglie, Gwen Verdon (Michelle Williams, 4 nomination agli Oscar). Inevitabilmente, però, Rockwell dovrà confrontarsi con l’altro Fosse, quello di Roy Scheider.

All That Jazz sono gli scherzi crudeli, la musica e le parole si fondono nella perfetta messinscena di un’esperienza straordinaria che, esattamente come tutte le altre, finisce per diventare routine.

Roy Scheider è credibile, affascinante, spietato, commovente, irresistibile, insopportabile.

Roy Scheider è All That Jazz: la personificazione di un mondo che gira così in fretta da farti provare le vertigini.

L’immancabile sigaretta in mano o fra le labbra, perfino sotto la doccia, accompagna un uomo che non trova più scuse per non guardarsi davvero allo specchio. Lo fa confrontandosi con Angelica, che non esiste, che rappresenta la sua stessa coscienza, che impersona tutto ciò che di buono e sbagliato c’è dentro di lui.

Incapace di dare amore, amore vero, perché troppo preso da se stesso, dai suoi desideri e dalla sua incessante ricerca della perfezione artistica, ruba dalla propria vita perfino le parole più drammatiche per farne uno spettacolo.

La trama di All That Jazz è il racconto stesso delle giornate di Joe Gideon come in un flusso di coscienza, quello stream of consciousness letterario che permetteva agli scrittori di mettere nero su bianco qualsiasi emozione, pensiero o sensazione provassero.

Anche All That Jazz è così: vediamo il mondo, le persone, l’arte, il talento e l’assenza di esso esclusivamente attraverso gli occhi di Joe.

Diventiamo Joe, e al tempo stesso cerchiamo di mantenere le distanze per non lasciarci travolgere dal vortice in cui è intrappolato. Quel vortice che ci affascina così tanto. Irresistibilmente.

Bob Fosse - 9 Tony Awards e un Oscar - si è scelto l’alter ego perfetto: Joe Gideon è il nostro cicerone, e contemporaneamente il padre di una ragazzina che è nata immersa in questo mondo colorato, sbagliato, magnetico, incomprensibile e pieno di insidie.

La scena migliore del film, per quanto mi riguarda, è senz’altro quella in cui Joe dà lezioni di danza a sua figlia, raccontandosi senza svelare troppo, parlando sinceramente ma mantenendo al contempo un velo di mistero.

All That Jazz: Joe in una scena con la figliaHDColumbia Pictures, Twentieth Century Fox
All That Jazz: Joe insegna danza alla figlia

All That Jazz non è solo un film: è uno spettacolo teatrale, una biografia, un dramma, una commedia, un musical, la colonna sonora di una vita, il canto del cigno di un uomo che ha dato tutto, ma forse lo ha fatto nel modo sbagliato.

Ha fatto piangere molta gente, ma l’ha anche fatta ridere. Ha distrutto e realizzato sogni. 

Joe Gideon non ci racconta la sua vita nel mondo dello spettacolo: lo diventa. Joe Gideon è la vita stessa, raccontata dal momento del suo massimo splendore all’inevitabile, doloroso declino.

Una vita in cui un medico con la sigaretta in bocca e la tosse cronica da fumatore ti controlla i polmoni… Mentre tu stesso hai la sigaretta in bocca.

All That Jazz: La locandina originaleHDColumbia Pictures, Twentieth Century Fox
La locandina originale di All That Jazz

Il finale è un musical sul corpo stesso di Joe, ricoverato in ospedale in un tentativo disperato di salvarsi ma stroncato dalla sua vita di eccessi quand’è ancora nel pieno della vita. Proprio come Bob Fosse, che morirà a soli sessant’anni, raccontandoci la sua stessa morte con questo film. Prima ancora di averla vissuta.

There’s no business like show business!

Cos’altro avrebbe potuto fare, All That Jazz, di più straordinario?

Voto10/10

All That Jazz è il re dei musical, il capolavoro di Fosse e Scheider. Ma è anche una profonda e drammatica riflessione sulla vita, sull’arte, sulla musica e sul nostro rapporto con esse.

Chiara Poli

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