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Bambine con DNA modificato: anche l'Università di Stanford sotto indagine

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Le conseguenze scaturite dall'operato discutibile del genetista cinese He Jiankui, che ha dichiarato al mondo di aver lavorato alla nascita di due bambine geneticamente modificate, non sembrerebbero finite. Sotto indagine anche l'Università di Stanford.

Il genetista cinese He Jiankui AP

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Come già anticipatovi nei nostri scorsi articoli, lo scorso 26 novembre il genetista cinese He Jiankui annunciò al mondo intero di aver lavorato alla nascita di due bambine manipolate geneticamente, di nome Lulu e Nana:

Due bellissime bambine cinesi, di nome Lulu e Nana, sono venute alla luce piangendo qualche settimana fa, e sono in salute come qualsiasi altro neonato. Le piccole adesso sono a casa, assieme alla loro madre, Grace, e al papà, Mark. La fecondazione è avvenuta tramite normale fecondazione in vitro, con una importante differenza: dopo aver inviato gli spermatozooi di Mark nelle cellule uovo di Grace, abbiamo anche inviato le proteine e le istruzioni necessarie per l’esecuzione di un intervento di ‘chirurgia genetica’. Quando Lulu e Nana non erano altro che delle singole cellule, abbiamo ‘rimosso la porta’ attraverso cui l’HIV entra per infettare le persone. L’intervento è riuscito e la gravidanza di Grace si è svolta normalmente.

La modifica apportata al loro DNA è stata effettuata indirizzando gli spermatozoi del padre verso le cellule uovo della madre, facendoli seguire da una proteina CRISPR/Cas9, proteina capace di favorire la sostituzione del gene CCR5, rendendo così Lulu e Nana resistenti al virus dell’HIV.

Una piastra che contiene embrioni modificati tramite iniezione della proteina CRISPR/Cas9HDAP/Mark Schiefelbein
Una piastra dove si trovano embrioni modificati tramite iniezione della proteina CRISPR/Cas9

Vi abbiamo anche già parlato dello scalpore che la notizia della nascita di due organismi umani geneticamente modificati ha suscitato in tutto il globo.

I primi provvedimenti contro l’agire moralmente discutibile di He Jiankui sarebbero arrivati dallo stesso governo cinese, che avrebbe addirittura posto in stato di fermo il genetista, che potrebbe anche essere condannato a morte.

Inoltre la Southern University of Science and Technology, dove il genetista cinese ricopriva il ruolo di professore associato, ha provveduto a licenziarlo il 21 gennaio scorso.

Dagli Stati Uniti ci giungono però ulteriori sviluppi, perché pare siano in atto indagini per accertare il coinvolgimento di alcuni ricercatori americani negli esperimenti illegali di Jiankui.

Nello specifico, l’inchiesta è stata aperta per alcuni scienziati dell’Università Rice e dell’Università di Stanford.

È infatti proprio all’Università di Stanford che He Jiankui ha proseguito la sua formazione dopo gli studi in Cina, per poi tornare in patria allo scopo di lavorare alla sua ricerca sulle modifiche al DNA.

Un portavoce della Stanford parla infatti di indagini sulle possibili interazioni avvenute fra alcuni membri dello staff universitario e il genetista cinese:

Stiamo attualmente indagando su alcune questioni riguardanti l’Università, in particolare stiamo cercando di chiarire i dettagli delle interazioni avvenute fra il genetista He Jiankui e alcuni nostri ricercatori.

Gli accertamenti sarebbero rivolti nello specifico verso due uomini: Stephen Quake, che dirigeva l’operato di Jiankui durante la sua permanenza alla Stanford, e Matthew Porteus, noto pionere dell’ingegneria genetica.

Si sospetta che alcuni degli addetti ai lavori della famosa università californiana fossero già informati dell’intenzione del genetista cinese di operare in maniera così invasiva sulla vita umana.

Insomma, lo scandalo scatenato dall’operato di He Jiankui potrebbe avere conseguenze serie anche su altri membri della comunità scientifica internazionale.

E voi cosa ne pensate? Credete che, prima o poi, questa vicenda eticamente discutibile verrà definitivamente chiarita?

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