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La sonda Parker ci regala scatti mai così vicini alla corona solare

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La sonda Parker, lanciata nello spazio dalla NASA lo scorso agosto, ci regala spettacolari immagini della corona solare, le più ravvicinate mai viste dall'uomo.

Una rappresentazione della Parker Solar Probe della NASA Johns Hopkins APL/Steve Gribben

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La Parker Solar Probe, sonda lanciata nello spazio dalla NASA il 12 agosto di quest’anno per studiare il Sole e il suo vento solare, ha inviato delle spettacolari immagini ravvicinate dell’atmosfera solare, le più ravvicinate mai viste nella storia.

La porzione immortalata dalla sonda Parker è quella più esterna dell’atmosfera del Sole, la corona, che si estende per milioni di chilometri e può vantare una temperatura media intorno al milione di gradi. Ricordiamo inoltre che la corona è visibile in occasione delle eclissi solari.

Di seguito potete visionare una delle foto catturate.

Lo scatto ravvicinato dell'atmosfera solare realizzato dalla sonda ParkerNASA/Naval Research Laboratory/Parker Solar Probe
Lo spettacolare scatto dell'atmosfera solare vista da vicino, realizzato dalla sonda Parker

L'immagine che avete appena ammirato, scattata mediante lo strumento WISPR (Wide-field Imager for Solar PRobe), mostra una parte di corona solare, costituita da particelle di plasma e allungate dal vento solare, tanto da ricordare la coda di una cometa.

Al di sotto della “coda di cometa”, è osservabile una sorta di piccolo cerchio luminoso, Mercurio. Altre formazioni circolari visibili non sono altro che artefatti tecnici.

Il prossimo viaggio nei pressi del Sole avverrà il 4 aprile prossimo.

L’obiettivo degli addetti ai lavori è quello di riuscire ad avvicinarsi al Sole fino a quasi “sfiorarlo”, arrivando dunque a una distanza di poco superiore ai 6 milioni di chilometri, un traguardo il cui raggiungimento è previsto per il 2024. Attualmente però Nour Raouafi, uno dei progettisti della sonda Parker, non ha proprio di che lamentarsi, considerando la sua invenzione è riuscita ad arrivare a una distanza al di sotto dei 40 milioni di chilometri dal Sole.

A tale distanza, la stella madre del sistema solare appare ben sei volte più grande rispetto a quando viene osservata dal nostro pianeta.

Prima di Parker, il primato era detenuto dalla sonda tedesco-americana Helios II, che riuscì a spingersi fino a 43,4 milioni di chilometri dal Sole nell'aprile del 1976.

Raouafi si mostra speranzoso riguardo ai possibili nuovi fenomeni di cui l’umanità potrà venire a conoscenza guardando così da vicino il Sole:

È difficile stabilire cosa aspettarsi da un’osservazione così ravvicinata del Sole, ma probabilmente assisteremo a dei nuovi fenomeni, mai visti prima. La strumentazione a bordo della sonda Parker è protetta da uno ‘scudo termico’ di carbonio dallo spessore di circa 11 centimetri, resistente a temperature di 1370 gradi, e permetterà di studiare anche le tempeste magnetiche e i loro effetti sul nostro pianeta. Tali tempeste costituiscono infatti un pericolo per gli astronauti in orbita, le linee elettriche, le telecomunicazioni in generale e i satelliti.

Dunque non ci resta che attendere con ansia nuove immagini scattate dalla sonda Parker, così da poter osservare sempre più nel dettaglio una parte dell’Universo così lontana ma che, grazie al progresso tecnologico e scientifico, non è mai stata così vicina.

E voi che ne pensate? Sbalorditi dalla bellezza della corona solare?

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