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La ragazza nella nebbia: trama e spiegazione del finale

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In superficie, La ragazza nella nebbia racconta un drammatico caso poliziesco. Ma nel profondo, il film tratto dall'omonimo romanzo di Donato Carrisi rappresenta in modo impietoso la natura umana.

Il poster de La ragazza nella nebbia Medusa Film

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Una ragazzina scomparsa senza lasciare traccia. Un ispettore di polizia con un feeling morboso con i media. Un professore di liceo ambiguo quanto basta per diventare il sospettato perfetto.

Il film La ragazza nella nebbia, tratto dall'omonimo libro di Donato Carrisi e diretto dallo scrittore stesso, prende spunto dalla cronaca recente italiana per costruire un gioco di specchi in cui niente è come sembra, ma la verità è sotto gli occhi di tutti.

Ambizione, vanità ed egoismo muovono le azioni dei protagonisti e scandiscono il ritmo di una storia che in superficie racconta un caso poliziesco, ma in profondità indaga i lati più oscuri e inconfessabili e le debolezze della natura umana.

Il libro La ragazza nella nebbiaLonganesi/Amazon
La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi

Scoprite qui la trama e il significato del finale della pellicola interpretata da Toni Servillo, Alessio Boni e Jean Reno.

La trama de La ragazza nella nebbia

Uno sperduto paese in mezzo alle Alpi di nome Avechot, giorni nostri.

In una notte di nebbia di febbraio, il dottor Flores (Jean Reno) riceve una telefonata dall'ospedale dove presta servizio come psichiatra. C'è stato un incidente d'auto e c'è bisogno di lui per parlare con un uomo in apparente stato confusionale, che dice di non ricordarsi nulla di quello che ha fatto prima di finire fuori strada.

Quando arriva sul posto, il dottore capisce subito perché è stato chiamato con urgenza. L'automobilista è l'ispettore Vogel (Toni Servillo), che si è occupato di un drammatico caso di cronaca che ha scosso Avechot durante le feste di Natale, la misteriosa sparizione di una ragazzina di nome Anna Lou.

Flores raggiunge l'agente speciale nel suo ambulatorio e, dopo un apparentemente casuale scambio di convenevoli, chiede a Vogel come mai ha delle macchie di sangue sulla camicia, dal momento che è uscito illeso dall'incidente che lo ha visto coinvolto. L'ispettore sembra ridestarsi dalla catatonia (se mai davvero ne è stato affetto) e inizia a raccontare delle indagini sulla scomparsa di Anna Lou.

L'uomo è arrivato ad Avechot due giorni dopo la sparizione della ragazzina, avvenuta il 23 dicembre. Insieme all'agente Borghi (Lorenzo Richelmy), ha incontrato i genitori di Anna Lou, scoprendo che la famiglia appartiene a una setta religiosa molto rigorosa e che la giovane è una ragazzina senza grilli per la testa (almeno, all'apparenza) e con una grande passione per i gatti.

L'indagine sembra destinata a impantanarsi, a causa delle scarse risorse a disposizione e del periodo dell'anno, ma con uno spregiudicato stratagemma, l'ispettore riesce a farsi assegnare uomini e mezzi in quantità. Inoltre, fa in modo che la sparizione di Anna Lou diventi un caso mediatico, coinvolgendo la giornalista Stella Honer (Galatea Ranzi).

I due hanno un rapporto ambiguo, dopo che la donna ha attaccato l'agente speciale per il modo in cui ha gestito una vecchia indagine, il cosiddetto "caso del mutilatore". In quella circostanza, Vogel ha fatto arrestare un uomo ricorrendo anche a mezzi non del tutto ortodossi, ma il presunto colpevole è stato assolto con formula piena al processo e ha ricevuto un ingente indennizzo per l'ingiustizia subita.

Nonostante la decisione del tribunale, l'ispettore è convinto di avere fermato la persona giusta e anche nel caso di Anna Lou dimostra di essere pronto a tutto per scovare il "mostro".

Il sospettato ideale diventa ben presto il professor Loris Martini (Alessio Boni). L'automobile dell'uomo è stata filmata più volte nei pressi dell'abitazione di Anna Lou nei giorni precedenti la scomparsa e la sera della sparizione della giovane da un ragazzino di nome Mattia (Jacopo Olmo Antinori), una sorta di "angelo custode" che seguiva la vittima ovunque e la riprendeva con una piccola telecamera.

Il professore non ha un alibi, presenta una ferita sospetta a una mano e ha una situazione familiare che non depone a suo favore, in quanto ha problemi economici e si è trasferito da pochi mesi ad Avechot per ricucire il rapporto con la moglie (che lo ha tradito con un altro).

Mano a mano che l'indagine prosegue, gli indizi contro Martini si accumulano. Un'allieva utilizza un messaggio innocuo dell'uomo per farlo passare come un predatore di ragazzine e Vogel non esita a mettere il sangue del professore (di cui è entrato in possesso in maniera fortuita) sullo zaino di Anna Lou per incastrarlo.

Benché nel mentre Martini abbia trovato appoggio nello spregiudicato avvocato Giorgio Levi (Antonio Gerardi), viene abbandonato dalla moglie e dalla figlia, perde il lavoro e alla fine viene arrestato.

Ma quando il caso sembra chiuso, l'ispettore Vogel viene contattato da una reporter, che gli rivela che 30 anni prima da Avechot sono scomparse altre 6 ragazzine con le lentiggini e i capelli rossi come l'ultima vittima. La donna è convinta che dietro le sparizioni ci sia il misterioso "uomo della nebbia" e consegna all'agente speciale un pacco che ha ricevuto per posta da uno sconosciuto e che contiene il diario segreto di Anna Lou.

Seguendo un'indicazione lasciata appositamente all'interno del quadernetto, Vogel trova una cassetta VHS, in cui si vede un uomo misterioso che tiene in mano una vecchia cartolina di un albergo della zona chiuso da tempo e sullo sfondo la ragazzina scomparsa.

L'ispettore si reca all'hotel in disarmo e capisce che Anna Lou è stata uccisa lì dal misterioso "uomo della nebbia". Di fronte al fallimento della sua indagine, decide di distruggere la cassetta VHS e tutto quello che potrebbe provare l'innocenza di Loris Martini, ma proprio mentre lo sta facendo viene sorpreso dalla troupe di Stella Honer.

In seguito all'acquisizione delle nuove prove, Vogel viene allontanato, l'indagine riparte da zero e il professore viene scagionato. Dietro consiglio dell'avvocato Levi e con il pieno supporto della moglie, l'uomo decide di fare causa alle istituzioni e accetta di scrivere un libro sulla propria vicenda e di concedere interviste pagate a peso d'oro.

A una di queste viene invitato anche l'ispettore, che è fermamente intenzionato a raccontare la propria versione dei fatti.

Attenzione! Possibili spoiler!

Mentre è dietro le quinte, in attesa di entrare in studio, l'agente speciale vede su un polso di Martini un piccolo tatuaggio a forma di "O" e trasalisce, perché Anna Lou aveva iniziato a disegnarsi la lettera sul polso come ingenuo gesto romantico per ricordare il suo primo amore estivo, un ragazzino di nome Oliver.

Vogel capisce che il professore è davvero colpevole e che l'unico modo perché paghi per il suo crimine è che lui lo uccida.

Al termine della confessione, dopo avere finalmente spiegato il perché del sangue sulla sua camicia, l'ispettore viene portato via in manette e il dottor Flores torna a casa.

Ormai è quasi giorno, ma prima di andare a letto da sua moglie, l'uomo scende in cantina. Sposta alcune scatole e poi ne appoggia una sul banco da lavoro. All'interno ci sono 6 ciocche di capelli rossi. L'inquietante ricordo che "l'uomo della nebbia" ha preso con sé da ognuna delle sue vittime...

La spiegazione del finale de La ragazza nella nebbia

La ragazza della nebbia è incentrata sulla scomparsa di Anna Lou. Ma in definitiva, la tragica sorte della ragazzina non è che un danno collaterale necessario.

Attenzione! Possibili spoiler!

Anna Lou muore perché risponde ai requisiti della vittima necessaria a Loris Martini per costruire la sua perversa ragnatela di inganni. Il professore ha problemi economici ed è appena, a malapena, uscito da una crisi coniugale. Quando per caso viene a conoscenza della vicenda del mutilatore e di come l'uomo ha ritrovato l'affetto della famiglia e ha ricevuto un indennizzo milionario per essere stato accusato ingiustamente, decide di sfruttare la "fama" di inventore e cacciatore di mostri dell'ispettore Vogel per compiere il crimine perfetto e rifarsi una vita.

Martini si ispira al caso dell'"uomo della nebbia", dissemina indizi a regola d'arte per sembrare colpevole - ma senza mai lasciare prove concrete - e fa in modo che l'agente speciale rimanga (ancora una volta) preda della propria ambizione e vanità.

Vogel potrebbe forse incastrare il professore in maniera lecita, ma sceglie la via più corta, facile ed eclatante e finisce per ottenere il risultato opposto: anziché creare un mostro, crea una vittima. Proprio quello che Martini si aspettava.

Quando l'ispettore capisce di non essere il deus ex machina ma la pedina del gioco, è troppo tardi. È troppo tardi per lui e a causa sua. Vogel potrebbe denunciare il professore, ma non ha più credibilità.

E allora, come ultimo atto di vanità, si pone al di sopra delle regole degli uomini e uccide Loris Martini.

Nel suo gesto non c'è pietà per Anna Lou, né volontà di renderle giustizia, ma rabbia e frustrazione per essere stato ingannato e usato e per la consapevolezza di essere stato "sconfitto" al suo stesso gioco.

L'ispettore Vogel è così concentrato su sé stesso e sul dramma del proprio fallimento, da non rendersi conto di avere di fronte il vero "mostro". E sì che, nel lungo incontro con il dottor Flores, i segnali non mancano. Eppure, il navigato agente speciale non li vede.

E così, nessuna vittima ottiene la giustizia che merita. E "l'uomo della nebbia" torna a essere un mito, un ricordo confuso e sfumato in un mondo che sembra avere perso la capacità di mettere a fuoco ciò che veramente conta.

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