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I giorni dell'abbandono: le frasi più belle dal libro e dal film

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La tragedia di una donna abbandonata dall’uomo che ama, affrontata con le splendide doti autorali di Elena Ferrante e interpretata magistralmente da Margherita Buy. Ecco le frasi più belle tratte dal libro e dal film I giorni dell’abbandono.

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Elena Ferrante, chiunque nasconda questo pseudonimo, ha saputo raccontare storie appassionanti, dense di emozioni e di realtà. I giorni dell’abbandono non fa eccezione. Il romanzo uscito nel 2002 racconta la dolorosa storia di Olga, abbandonata dal marito e inseguita dai fantasmi di una Napoli che pensava di essersi lasciata alle spalle. Questa dolorosa discesa negli abissi dell’abbandono è stata anche trasposta in un film con Margherita Buy e Luca Zingaretti. Ecco le frasi più belle tratte sia dal libro che dal film.

Le frasi più belle dal libro

I giorni dell'abbandonoE/O

Come sempre Elena Ferrante, con un linguaggio diretto e sincero, riesce a tessere storie che rapiscono il lettore. Lo dimostra I giorni dell’abbandono, a cominciare dall’incipit:

“Un pomeriggio d'aprile, subito dopo pranzo, mio marito mi annunciò che voleva lasciarmi. Lo fece mentre sparecchiavamo la tavola, i bambini litigavano come al solito nell'altra stanza, il cane sognava brontolando accanto al termosifone. Mi disse che era confuso, stava vivendo brutti momenti di stanchezza, di insoddisfazione, forse di viltà. Parlò a lungo dei nostri quindici anni di matrimonio, dei figli, e ammise che non aveva nulla da rimproverare né a loro né a me. Tenne un atteggiamento composto come sempre, a parte un gesto eccessivo della mano destra quando mi spiegò con una smorfia infantile che voci lievi, una specie di sussurro, lo stavano spingendo altrove. Poi si assunse la colpa di tutto quello che stava accadendo e si chiuse con cautela la porta di casa alle spalle lasciandomi impietrita accanto al lavandino.”

“Che complicato schiumoso miscuglio è una coppia. Sebbene la relazione si sfrangi e poi cessi, essa continua ad agire per vie segrete, non muore, non vuole morire.”

“E poi amavo la scrittura di chi ti fa affacciare da ogni rigo per guardare di sotto e sentire la vertigine della profondità, la nerezza dell’inferno.”

“… queste donne sono stupide. Signore colte, di condizione agiata, si rompevano come ninnoli nelle mani dei loro uomini distratti. Mi erano sembrate sentimentalmente sciocche, io volevo essere diversa.”

“Mi lasciava portandosi via tutto quel tempo, tutte quelle energie, tutte quelle fatiche che gli avevo regalato, di punto in bianco.”

“Dovevo strapparmi il dolore della memoria, dovevo scartavetrare i graffi che mi guastavano il cervello.”

“Devo reimparare il passo tranquillo di chi crede di sapere dove sta andando e perché.”

“Quanto pesa un corpo che è stato attraversato dalla morte. La vita è leggera, non bisogna permettere a nessuno di renderla greve.”

“Torino mi sembrava una grande fortezza dalle mura ferrigne, pareti di un grigio gelato che il sole di primavera non riusciva a scaldare.”

“Esistere è questo, pensai, un sussulto di gioia, una fitta di dolore, un piacere intenso, vene che pulsano sotto la pelle, non c'è nient'altro di vero da raccontare.”

“Il futuro, da un certo punto in poi, è solo necessità di vivere al passato.”

Le citazioni più belle del film

I giorni dell'abbandonoE/O

Grazie all’intensa recitazione di Margerita Buy, le parole della Ferrante diventano immagini e dialoghi sullo schermo, con tutta la loro intensità. Ecco alcune delle frasi più belle tratte dalla pellicola diretta da Roberto Faenza.

 

“Tu vuoi sapere come sto? Sto come una pianta senza acqua. Le Donne senza amore muoiono da vive.” Olga)

 

“Senti, non puoi lasciarmi qui a soffrire, mentre sei solo tu che sa quel che succede.” (olga)

 

Mario: Io mi sono innamorato!

Olga: Io lo ero già. Di te!

 

“Il passare della morte nel rumore confuso della vita.” (Olga)

 

Mario: Non credere che per me sia facile!

Olga: Guarda che per me è molto più difficile!

Mario: Ma non è vero! Non è vero! Io è come se stessi precipitando. io ho paura delle ore, dei minuti. Stare accanto a una persona significa anche vedere il tempo che ti cambia, il corpo dell’altro diventa un orologio, diventa un contatore della vita…

 

“Nella musica il metronomo segna il tempo, insieme al controtempo, che non si vede e in mezzo c'è il senso delle cose. Ci sei pure tu, ma ancora non lo sai.” (Damin)

  

E voi, fan di Elena Ferrante, avete letto questo libro? Avete visto il film che ne è stato tratto? Diteci quali sono le vostre frasi preferite!

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