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In attesa di Sherlock Holmes 3: 10 curiosità sul primo film con Robert Downey Jr.

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Dai corsetti "mozzafiato" di Rachel McAdams al pianoforte rotto di Hans Zimmer, il primo film di Sherlock Holmes con Robert Downey Jr. è ricco di curiosità!

Jude Law e Robert Downey Jr. in Sherlock Holmes Warner Bros. Pictures

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La notizia che i fan di Sherlock Holmes interpretato da Robert Downey Jr. aspettavano da tempo è finalmente arrivata. Il terzo capitolo della saga è stato confermato ufficialmente e sbarcherà al cinema a Natale 2020. Per gli appassionati, non potrebbe esistere regalo più bello. Ma, c'è un ma. La fatidica data è molto lontana. Davvero tanto, per dirla tutta.

Che fare, allora? Noi di MondoFox vi proponiamo di ingannare l'attesa ed entrare in atmosfera con 10 curiosità sul primo film (rigorosamente in ordine sparso)!

1. Un casting molto movimentato

Per i fan del film di Guy Ritchie, immaginare qualcun altro nei panni di Sherlock Holmes e John Watson al posto di Robert Downey Jr. e Jude Law è davvero impossibile. Eppure, non erano loro la prima scelta. Il regista inglese era molto dubbioso circa il fatto di assegnare la parte all'attore di New York, perché voleva realizzare un film sulla formazione del celebre detective (alla stregua della Trilogia del Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan) e cercava un interprete più giovane. Invece, per il ruolo del fedele braccio destro dell'investigatore aveva messo gli occhi su Russel Crowe e Sam Worthington (che alla fine ha avuto il ruolo di Jake Sully in Avatar).

Del cast della pellicola avrebbe dovuto fare parte anche Sienna Miller, ma quando l'ex fidanzato Jude Law ha ottenuto la parte di Watson, la trattativa si è interrotta. I due si erano lasciati da poco, a causa della relazione tra l'attore e la baby sitter dei loro figli.

Voci circolate con insistenza in fase di pre produzione volevano che del film facesse parte anche Brad Pitt nei panni di Moriarty. Tuttavia, non hanno mai trovato conferme concrete e si sono spente così come si sono accese.

2. Corsi, ricorsi e incroci spericolati

Sembra proprio che Jude Law fosse predestinato al ruolo di John Watson. Nel 1991, l'attore ha preso parte alla serie inglese Le avventure di Sherlock Holmes. Jude ha partecipato all'episodio Shoscombe Old Place, della terza stagione intitolata Il taccuino di Sherlock Holmes. Inoltre, nel corso della carriera ha recitato con altri 3 attori che hanno portato sul grande schermo le avventure del leggendario investigatore. Nel 2001 ha lavorato con Ben Kingsley (Watson nel film Senza indizio del 1988) in A.I. - Intelligenza Artificiale, nel 2006 con Martin Freeman (Watson nella serie TV Sherlock di BBC) in Complicità e sospetti e nel 2011 con Ben Kingsley e Christopher Lee (Mycroft e Sherlock Holmes in più produzioni per il cinema e la TV) in Hugo Cabret.

Nel corso degli anni, anche Robert Downey Jr. si è trovato a dividere la scena con diversi colleghi che hanno fatto parte del mondo inventato da Sir Arthur Conan Doyle. L'attore ha recitato con Ben Kingsley in Iron Man nel 2013, con Robert Duvall (Watson nel film Sherlock Holmes: Soluzione settepercento del 1976) in The Judge nel 2014, con Martin Freeman in Capitan America: Civil War nel 2016 e con Benedict Cumberbatch (Sherlock Holmes nella serie TV Sherlock di BBC) in Avengers: Infinity War nel 2018.

Dal gioco degli incroci non resta fuori neppure Rachel McAdams. L'interprete di Irene Adler ha recitato con Kelly Reilly (la fidanzata di Watson nel film, Mary Morstan) in True Detective nel 2015 e con Benedict Cumberbatch in Doctor Strange nel 2016.

3. Riferimenti, citazioni e autocitazioni "a gogò"

Nel film di Guy Ritchie ci sono molteplici riferimenti ai libri di Sir Arthur Conan Doyle e un gran numero di citazioni e autocitazioni interne ed esterne al mondo creato dal celebre scrittore.

Per esempio, il nome dell'antagonista, Lord Blackwood (traducibile come "bosco nero"), è la traslitterazione inglese del latineggiante Conte Negretto Sylvius (da "niger" e "silva", che significano "nero" e "bosco"), ovvero quello del villain del racconto L'avventura della Pietra di Mazarino, dal quale la pellicola tra diversi spunti. Mentre la scena in cui Holmes e Watson fanno una serie di deduzioni a partire dall'orologio di un uomo morto è presente ne Il segno dei quattro (seppure in un altro contesto). In questa storia compare anche per la prima volta Mary Morstan, nei panni di una cliente di Holmes. Sarà lavorando al suo caso con il detective che Watson si innamorerà di lei, chiedendole di sposarlo alla fine del racconto.

Invece, nella sequenza dei barili che esplodono fuori dal macello è presente un'autocitazione. Su uno è possibile leggere il numero 221, che corrisponde all'indirizzo di Holmes, ovvero 221B Baker Street. Ma non è l'unica. Un'altra riguarda Guy Ritchie. Il nome della locanda che compare nel film, The Punch Bowl, è lo stesso del pub di Londra che il regista ha acquistato nel 2008 con la ex moglie Madonna.

Spostandosi in ambito storico, il monogramma "VR" che ricorre per tutto il film è un riferimento alla Regina Vittoria (sovrana di Inghilterra all'epoca dei fatti narrati). Mentre il nome del bulldog di Holmes e Watson, Gladstone, molto probabilmente può essere ricondotto a quello del 4 volte Primo Ministro William Ewart Gladstone.

Ultimo ma (davvero) non ultimo, la frase pronunciata da Lord Blackwood prima di morire, "Death is only the beginning" ovvero "La morte è solo l'inizio", è la stessa incisa a mani nude da Imhotep nel sarcofago in cui viene sepolto vivo nel film La Mummia del 1999.

4. Un film... marziale

Sia Guy Ritchie che Robert Downey Jr. sono appassionati e praticanti di arti marziali e hanno utilizzato le loro conoscenze nel film.

Il regista ha rivelato di amare il Ju jitsu brasiliano, che è la disciplina alla quale appartiene la mossa con cui Holmes e Watson bloccano Dredger. Invece, l'attore ha utilizzato la sua padronanza del Wing Chun (uno stile di Kung-Fu derivato dal sistema di Shaolinquan, di cui è stato maestro anche Bruce Lee) nella scena del combattimento contro McMurdo, che è stata coreografata proprio con l'aiuto dell'allenatore di Robert. Per dovere di cronaca, è giusto ricordare che nei romanzi la disciplina praticata dal detective non è il Wing Chun, ma il Bartitsu, un metodo di combattimento inventato dall'inglese Edward William Barton-Wright a cavallo tra il XIX e il XX secolo.

5. Attori coraggiosi e pugni molto veri

Robert Downey Jr., Jude Law e Rachel McAdams hanno realizzato in prima persona la maggior parte delle scene d'azione che li vede coinvolti. Le cose sono sempre filate lisce, tranne che in uno degli scontri tra Holmes e Dredger. In una sequenza di combattimento tra i due, l'attore ed ex wrestler canadese Robert Maillet ha colpito per davvero il povero Robert alla mascella, causandogli una ferita che ha richiesto 6 punti di sutura.

6. Sherlock Holmes ha predetto Game of Thrones

Sì, Sherlock Holmes sa tutto. Ma proprio tutto. Pure che Clive Russel avrebbe interpretato Brynden Tully in Game of Thrones.

A un certo punto del film, il detective dice che il capitano Tanner (interpretato da Russel) è "un vero pesce". Una affermazione che ha il gusto di una incredibile predizione, dal momento che l'attore nella serie tratta dai romanzi di George R.R. Martin è noto come Blackfish, nella versione italiana Pesce Nero.

7. Corsetti stretti e colazioni abbondanti 

Per interpretare il personaggio di Irene Adler, a Rachel McAdams è toccato indossare corsetti molto stretti. Una vera e propria tortura per l'attrice, che ha ideato un ingegnoso stratagemma. Ogni mattina, a colazione consumava grandi quantità di fiocchi d'avena, che le facevano gonfiare lo stomaco e nel corso della giornata le permettevano di guadagnare qualche centimetro e un po' di respiro. Ma alla lunga, i costumisti hanno mangiato la foglia e la povera Rachel si è ritrovata più "strizzata" che mai.

Rachel McAdams è Irene Adler HDWarner Bros. Pictures
Rachel McAdams nei panni... molto stretti di Irene Adler

8. Niente è elementare

Non appena ha preso la guida di Sherlock Holmes, Guy Ritchie ha dichiarato che avrebbe eliminato dalla storia i due cliché più noti (e abusati) del leggendario investigatore. E infatti, nel film non viene mai pronunciata la celebre battuta "Elementare, Watson" e il detective non indossa il suo inconfondibile cappello da caccia.

9. L'ombra di Jack lo Squartatore

Lord Blackwood viene fermato da Holmes e Watson mentre sta per uccidere una giovane donna in un rituale di magia nera. Nel film viene detto che sarebbe stata la sesta vittima e che l'uomo ha già compiuto 5 omicidi. Il numero non è casuale e pare suggerire un collegamento tra lo spietato occultista (ispirato liberamente alla figura dell'esoterista Aleister Crowley) e Jack lo Squartatore. Benché al famigerato serial killer vengano ricondotti diversi delitti, in realtà sono 5 le morti che gli sono state attribuite con certezza.

10. Un pianoforte rotto per Sherlock

Per creare l'inconfondibile colonna sonora di Sherlock Holmes, Hans Zimmer ha utilizzato un pianoforte rotto. 

Inizialmente, il celebre compositore vincitore dell'Oscar per Il re Leone si è avvalso di uno vecchio, malmesso e scordato strumento trovato in pub. Ma non è rimasto soddisfatto del risultato e ha deciso di procurarsi un altro pianoforte. Zimmer ha sguinzagliato il suo assistente e al secondo tentativo ha trovato lo strumento giusto. A quel punto, ha provveduto a "sistemarlo" secondo le sue necessità, come ha raccontato lui stesso in un'intervista del 2009 al Times:

Una domenica, [il mio assistente e io, n.d.r.] abbiamo affittato un garage sotterraneo di 20th Century Fox e abbiamo fatto al piano delle cose orribili. In realtà, quello era il secondo strumento rotto che compravamo. Avevo intenzione di distruggere il primo, ma quando l'ho visto ho capito che era stato amato e curato per tutta la vita. Era una cosa dolce. Così ho detto: 'Non possiamo rompere questo. Trovamene un altro tenuto male'.

Il resto è storia. O per meglio dire, è una colonna sonora che è diventata rapidamente parte della cultura pop. Proprio come il film Sherlock Holmes con Robert Downey Jr. e Jude Law.

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