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Ryan Coogler a Cannes: Black Panther è Il Padrino dei Supereroi

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Una carriera nata a Cannes a cui torna dopo il successo mondiale di Black Panther. Il regista Ryan Coogler si racconta e racconta la sua passione per il cinema, e per Il Padrino

Ryan Coogler a Cannes: “Black Panther è il padrino dei supereroi” Getty Images

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A soli 26 anni, cinque anni fa, il regista di Black Panther, Ryan Coogler, arrivò a Cannes con Fruitvale Station, e fu anche la prima volta che mise il piede fuori dagli Stati Uniti. Oggi con un film alle spalle, con il miglior incasso subito dopo Titanic negli USA (e con 1.3 miliardi di dollari globali), Ryan Coogler torna a Cannes per la prima delle Masterclass organizzate dal festival del cinema.

Salutato con il grido wakandiano di Wakanda forever, all'inizio dell'incontro il regista ha raccontato che gli piacerebbe molto realizzare un film con sole protagoniste donne, in particolare per il sequel di Black Panther, già fortemente caratterizzato da una componente femminile grazie alla partecipazione di Danai Gurira (Michonne in The Walking Dead) e Lupita Nyong’o. Già il primo capitolo del Supereroe Marvel mostra infatti una forte componente femminile, anche data l'uscita di T'Challa (Chadwick Boseman) per una buona parte dello stesso, momento in cui le donne sono le protagoniste indiscusse.

Una delle influenze per la realizzazione del suo film più celebre è stato invece un film molto diverso, e forse, totalmente inaspettato: Il Padrino. 

Per prepararmi alla regia di Black Panther ho guardato molti film diversi, in particolare quelli legati alla figura di James Bond. In realtà però sentivo la necessità di creare qualcosa di diverso, e se ci pensate il percorso dell'eroe di T'Challa segue quello dell'antieroe del Padrino: vive in una società segreta, che nessuno conosce, suo padre, a capo della famiglia, muore e lui deve prendere il suo posto, e da lì cominciano i problemi, tra tradimenti e spirito di appartenenza alla propria cultura e alla propria famiglia.

Decisamente singolare come accostamento ma pertinente alla narrazione del film del Marvel Cinematic Universe.

T'Challa Shuri e Okoie in Black PantherHDMarvel Studios
Foto tratta da una scena del film "Black Panther"

Un passato da atleta che torna a farsi sentire

Ryan Coogler al liceo e all'università era un giocatore di football, e ha usato questa passione per trovare la sua strada verso il cinema. Cresciuto poi in un'area malfamata della East Bay Area del nord della California il suo futuro non era così roseo come ci si potrebbe aspettare da un regista come lui. Il football lo ha aiutato però a crescere e affrontare le avversità, fornendogli anche una borsa di studio per il Saint Mary's College of California, dove ha trovato la sua strada, ponendo le basi per la sua carriera cinematografica.

Ryan Coogler e la moglieHDgetty images
Ryan Coogler insieme alla moglie a Cannes

Una volta tornato a Cannes ha deciso di ripagare in parte quel debito che sente di avere, regalando 60 ingressi agli studenti di cinema appartenenti a minoranze etniche della Francia e dell'Africa, in modo che potessero vedere per la prima volta il mondo dell'intrattenimento in salsa festival cinematografico. Vedere studenti motivati da ogni parte del mondo ha cambiato il suo modo di essere un regista, ha dichiarato Coogler, con la speranza che questo aiuti a formare nuovi talenti nel mondo della settima arte.

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