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Game of Thrones: Tyrion Lannister, la mente più affilata di Westeros

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Game of Thrones deve gran parte del suo successo a Tyrion Lannister e alle strepitose interpretazioni di Peter Dinklage. Lo omaggiamo ripercorrendo la sua storia attraverso le sue citazioni più memorabili.

Peter Dinklage è Tyron Lannister in Game of Thrones

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In un mondo di Estranei, draghi, regine e re guerrieri, qual è il reale valore della mente e dell'ingegno? Se il mondo in questione è quello di Game of Thrones, il peso di queste due doti è davvero altissimo. E tra tutti i personaggi creati da George Martin, chi le incarna meglio?

C'è chi potrebbe rispondere Lord Baelysh o Lord Varys. Ma abbiamo deciso di far ricadere la nostra scelta su chi è stato costretto a usarle per sopravvivere e per costruirsi uno scudo nei confronti del mondo esterno: Tyrion Lannister.

Il figlio più giovane di Tywin Lannister, nonostante i suoi nobili natali, è stato obbligato a difendersi da tutto e da tutti fin dal giorno della sua nascita. Sua madre Joanna morì dandolo alla luce. Questo fu il suo primo peccato. Probabilmente suo padre, un uomo pragmatico e risoluto, lo avrebbe assolto dal suo involontario crimine ma a causa del suo aspetto ai suoi occhi rimase per sempre un colpevole nano bastardo.

I nani sono bastardi agli occhi dei loro padri.

Tyrion ha accettato la sua condizione. Ma la sua intera esistenza a Westeros è stata condizionata dal suo aspetto. Nemmeno tutto l'oro dei Lannister vi ha potuto porre rimedio. È il capro espiatorio perfetto, il colpevole designato. E non potendo sopravvivere alle innumerevoli insidie dei Sette Regni facendo affidamento sulla forza dei muscoli, ha deciso di farlo sfruttando l'enorme potenziale della sua mente.

Mio fratello ha l'armatura e io ho la mia mente e la mente dipende dai libri quanto la spada dall'affilatura.

Quindi il suo ingegno non è solo uno scudo ma anche una spada con cui ha saputo più volte cavarsi d'impiccio. Come quando Lady Catelyn Stark era ansiosa di addossargli la colpa del tentato assassinio di suo figlio Bran. Certo, il pugnale che armava la mano del sicario apparteneva a Tyrion, che non perdeva il suo sangue freddo e, nonostante si trovasse sotto pressione, cercava di ricondurre alla ragione una madre desiderosa di vendetta.

Chi è l'imbecille che dà all'omicida un'arma che gli appartiene?

Parole che caddero nel vuoto. Stessa sorte che sarebbe potuta capitare a lui a Nido dell'Aquila se ancora una volta la sua saggezza non fosse intervenuta in suo soccorso. In un processo per combattimento al “Folletto” venne concessa l'opportunità di scegliersi un campione che avrebbe combattuto al suo posto. E chi avrebbe potuto essere se non uno spirito affine come Bronn?

Da quel momento i due divennero inseparabili. Insieme negli accampamenti, sui campi di battaglia ma soprattutto nei bordelli. Già perché oltre all'eloquio, le altre grande passioni di Tyrion sono le donne e il vino.

Come vorrei morire? Nel mio letto, a ottant'anni, con la pancia piena di vino e le labbra di una ragazza sul mio u***llo.

Soprattutto nelle prime stagioni di Game of Thrones, Tyrion non è mai stato restio a dare sfoggio del suo lignaggio. È consapevole che la sua vita sarebbe stata molto più difficile e, probabilmente anche molto più breve, se non avesse avuto la fortuna di nascere sotto i vessilli di casa Lannister. Ma il giudizio che dà di sé stesso sfiora l'autolesionismo.

Io sono un uomo vile, lo confesso. Ho commesso numerosi crimini e peccati, ho mentito e tradito, ho giocato d'azzardo, ho frequentato bordelli. Non sono un tipo particolarmente violento, però so convincere altri a commettere violenze per conto mio.

Nessuno si può salvare dal giudizio di Tyrion, nemmeno Tyryon stesso. Ma da dove nasce tutto questo cinismo? Che cosa l'ha reso davvero ciò che è?

Scordai tutto, c'era solo Tysha. Mi ritrovai nel suo letto senza neanche accorgermene. La mattina dopo ero talmente innamorato da chiederle la mano. La ragazza era una puttana. Era stato Jaime a combinare la cosa. Aveva deciso di mandarmi a donne. E dopo che mio fratello ebbe confessato, mio padre fece chiamare mia moglie e la concesse alle sue guardie. Mi portò nella caserma e mi obbligò a guardare.

Questo sciagurato evento spinse Tyrion a chiudere la porta ai sentimenti per far posto alla ragione. Troppo dolore, troppa sofferenza nascono dalla passione. Ma purtroppo nemmeno l'uomo più razionale dei Sette Regni, riuscì a tenere fede ai suoi buoni propositi.

Tyrion si innamorò di Shae, una prostituta al servizio dell'esercito dei Lannister. Contravvenendo agli ordini di suo padre Tywin, il “Gigante dei Lannister” le permise di entrare ad Approdo del Re. Per celare a occhi indiscreti la sua vera identità ma, al tempo stesso, per averla sempre accanto a sé, la fece diventare una delle ancelle di Sansa Stark.

La loro passione era talmente forte che persino un nichilista come Tyrion pensò di essere finalmente riuscito a chiudere con il passato. Nei romanzi di Martin, questa convinzione piena di speranza viene narrata con una forza dirompente.

Sono libero da Tysha ora. Mi ha perseguitato per metà della mia vita ma ormai non ho più bisogno di lei o delle altre cento come loro con cui ho giaciuto durante gli anni. Ho Shae ora. Shae.

Ma, più è alta la vetta del sogno, più è dolorosa la caduta nella realtà. Dopo essere stato accusato ingiustamente dell'omicidio di suo nipote Joffrey, fu proprio Shae a fornire a Tywin la testimonianza “onesta e veritiera” che lo fece condannare. E per la prima e unica volta in Game of Thrones, Tyrion si fece travolgere dalla rabbia, perdendo completamente la sua razionalità.

Non sono stato io. Non ho ucciso io Joffrey, ma vorrei tanto averlo fatto! Cersei, guardare il tuo perfido bastardo morire mi ha dato più piacere di centinaia di sgualdrine bugiarde! Vorrei tanto essere il mostro che credete che io sia! Vorrei avere veleno a sufficienza per tutti quanti voi. Sarei felice di dare la mia stessa vita per guardare mentre lo inghiottite!

Solo l'intervento di Lord Varys e di suo fratello Jaime, l'unico che abbia mai provato per lui un affetto disinteressato e sincero, gli permise di fuggire. Ma prima di farlo, Tyrion doveva regolare i conti con Shae e, soprattutto, con suo padre Tywin, una volta per tutte.

Da quel momento ha inizio il suo lungo viaggio verso Essos. Ormai Tyrion è diventato un uomo diverso e avrebbe voluto far tacere tutte le voci nella sua testa annegandole nell'oblio del vino. Nemmeno la fiducia che Varys, l'unico amico rimastogli, riponeva in lui sembrava riuscire a scuoterlo dal suo torpore. Ma l'incontro con Daenerys Targaryen lo liberò dalle catene della sua autocommiserazione e riaccese il fuoco della sua anima.

Al fianco della Madre dei Draghi, Tyrion può finalmente mettere il suo ingegno al servizio di un bene superiore e riportare, una volta per tutte, la pace in tutti i Sette Regni. Nonostante spesso non condivida le decisioni della sua nuova regina, che giudica a volte troppo avventate, grazie al suo eloquio riesce a farle vedere le cose da una diversa prospettiva, mitigandone il furore.

Ma anche quando non riesce nell'impresa, la sua lealtà da Primo Cavaliere non vacilla mai.

Ogni gesto, ogni frase di Tyrion sono amplificate dalla bravura dell'attore che lo interpreta: lo straordinario Peter Dinklage. I due sono entrati così tanto in simbiosi che basta un cenno o uno sguardo per mettere in risalto l'intero affresco delle emozioni umane. I due Emmy e il Golden Globe vinti per le sue performance sono lì a dimostrarlo.

Lo showrunner di Game of Thrones, Dan Weiss, ha definito Tyrion Lannister come “un guscio di umanità ricoperto di spirito sardonico”. Aulica definizione che trova completamente d'accordo Dinklage, come confermano le sue parole a The Guardian.

Tra i personaggi di Game of Thrones, penso che Tyrion sia il più vicino alla sensibilità moderna, perché non è né un eroe né un cattivo. Riesce ad avere senso dell'umorismo anche nei momenti peggiori.

Questa innata simpatia che si cela tra i meandri del suo sfaccettato carattere, emerge soprattutto nei rapporti con chi Tyrion giudica, per qualsiasi motivo, estraneo allo status quo o diverso da ciò che è imposto dalla morale di una società perbenista e benpensante ma che egli ritiene corrotta e marcia fino al midollo.

Da qui nasce il suo profondo legame con Bronn, Varys ma soprattutto con Jon Snow. In più di un'occasione le parole di Tyrion sono servite da incoraggiamento al giovane bastardo di Casa Stark.

Ti do un consiglio, bastardo. Rammenta sempre chi sei. Gli altri lo faranno. Fanne la tua armatura e non potrà essere usata contro di te.

Un consiglio duro ma che viene donato a chi porta nel cuore la stessa sofferenza e la stessa consapevolezza di non aver nessun peccato, se non quello di essere venuto al mondo.

Il viaggio finale di Tyrion, il Cavaliere della Regina e del Re

(Sezione a cura di Stefania Sperandio)

Ora primo cavaliere della Regina Daenerys Targaryen, Tyrion Lannister nella stagione finale di Game of Thrones arriva a Grande Inverno con le truppe della Madre dei Draghi, per prepararsi allo scontro con l'esercito dei morti. Quando il Nord accoglie con la sua proverbiale freddezza la sovrana di fronte alla quale il Re Jon Snow ha deciso di inginocchiarsi, è Tyrion a parlare in sua difesa – oltre che in difesa di Cersei, che sarebbe intenzionata a inviare un esercito di truppe Lannister da Approdo del Re per aiutare i vivi contro il Re della Notte.

La fiducia di Tyrion in sua sorella prima (peraltro malriposta) e in suo fratello Jaime poi non rendono entusiasta Daenerys, che inizia a sospettare che non possa più fornirle dei saggi consigli, accecato dal legame con i membri della sua famiglia, che lo rende ingenuo. Ciò nonostante, a Tyrion viene proibito dalla stessa khaleesi di prendere parte alla battaglia di Grande Inverno: durante lo scontro, il Folletto si nasconde nelle cripte perché, come gli dice Daenerys, in tanti possono combattere, ma in pochi sono in grado di ragionare come lui.

Peter Dinklage in Game of Thrones 8x01HBO
Tyrion a Grande Inverno nella stagione finale di Game of Thrones

La decisione di Daenerys viene premiata: i vivi vincono lo sconto e Tyrion sopravvive, anche se la Regina perde durante lo scontro il fidato Ser Jorah Mormont che, proprio come Tyrion, era in grado di mitigare la sua natura di conquistatrice, di tenerla lontana dal motto della sua casa: fuoco e sangue

Quando Tyrion apprende da Sansa, la sua ex moglie, la verità sull'identità di Jon Snow, che sarebbe il legittimo erede al trono di spade, la condivide con lord Varys, altro consigliere di Daenerys: mentre il Folletto decide di rimanere fedele alla sua sovrana, Varys è spaventato dai suoi accenni d'ira e fa di tutto per rovesciarla, tentando anche di avvelenarla, per favorire la presa del potere da parte di Jon. Tyrion decide di denunciare il tradimento di Varys, nonostante l'amicizia che li unisce, mandandolo a morte davanti a Daenerys.

Peter Dinklage e Conleth Hill in Game of Thrones 8x05HDHBO
Lord Varys messo a morte da Daenerys, dopo la confessione di Tyrion

Purtroppo per Tyrion, sono proprio le previsioni di Varys ad avverarsi: quando la flotta di Daenerys viene sorpresa da quella di Euron Greyjoy, nei pressi di Roccia del Drago, Cersei non risparmia la vita di Missandei – amica e fidata spalla della regina Targaryen. Nemmeno l'intercessione di Tyrion, che cerca di fare leva sulla gravidanza di sua sorella, convince la Regina Lannister: la testa di Missandei cade sotto gli occhi di Daenerys, che si prepara a prendere Approdo del Re con qualsiasi mezzo a sua disposizione – drago Drogon compreso.

Spaventato dalla ferocia di Daenerys, che continua a vedere nemici e traditori dietro ogni angolo, Tyrion prega la sua Regina di risparmiare la città: dopo il primo attacco, se dovesse sentire il nemico suonare le campane, dovrà fermare l'assalto, perché significherebbe che Cersei ha scelto la resa. Daenerys non sembra curarsi troppo delle sue raccomandazioni e, anzi, quasi lo affronta facendogli sapere che suo fratello, Jaime, è stato catturato mentre cercava di raggiungere la capitale per salvare la sua gemella.

Nikolaj Coster-Waldau e Peter Dinklage in Game of Thrones 8x05HBO
L'ultimo abbraccio tra Jaime e Tyrion Lannister

Tyrion non lascia il destino dell'amato fratello nelle mani di Daenerys: tradendo la sua Regina, si introduce nell'accampamento dove viene tenuto prigioniero e lo libera, offrendogli un piano di fuga dalla capitale per mettere in salvo sé stesso e Cersei – per iniziare una nuova vita con il loro incestuoso bambino. L'ultimo abbraccio che Tyrion concede a Jaime, è tra le lacrime:

Non sarei mai sopravvissuto senza di te. Tu eri l'unico che non mi trattava come un mostro.

L'attacco ad Approdo del Re, il giorno seguente, non fa prigionieri: Daenerys e Drogon polverizzano la Compagnia Dorata assoldata da Cersei per difendere la città, le truppe Lannister si arrendono e suonano le campane, inutilmente. Daenerys in sella al suo drago e Verme Grigio a capo dell'esercito degli Immacolati e dei Dothraki hanno deciso di conquistare la città con il sangue, per vendicare la morte di Missandei e per fare in modo che, se la Regina non sarà amata, allora che sia temuta.

L'esercito del Nord si ribella agli ordini di Jon Snow, prendendo parte a un massacro incontrollato che miete, tra lance, lame e cenere, la città da mezzo milione di persone che Approdo del Re era stata fino a quel giorno. Inorridito, all'esterno delle mura cittadine, Tyrion assiste alla Fortezza Rossa che crolla su sé stessa.

Peter Dinklage in una delle scene di Game of Thrones 8x06HDHBO
Tyrion piange sui cadaveri dei suoi fratelli, Jaime e Cersei

Quando la presa della città è terminata e i corpi carbonizzati invadono le strade, il Folletto cerca di raggiungere la via di fuga che aveva fornito a Jaime, solo per scoprire i cadaveri dei suoi due fratelli, rimasti intrappolati sotto il crollo del castello.

Varys aveva ragione e Tyrion non ha più motivi per difendere la causa della sua Regina, ora degna figlia di Re Aerys II Targaryen. Mentre Daenerys arringa le sue truppe di Immacolati e Dothraki, preparandosi a "liberare" ulteriori città dal giogo della tirannia, l'ultimo erede di casa Lannister non ha mezze parole, quando lei gli rinfaccia di aver liberato Jaime:

E tu hai sterminato una città.

Peter Dinklage in Game of Thrones 8x06HBO
Tyrion lascia l'incarico di Primo Cavaliere di Daenerys

Tyrion si strappa di dosso il suo fregio da Primo Cavaliere e lo getta via, venendo fatto prigioniero. La successiva visita di Jon Snow alla sua cella è quella decisiva: Tyrion ha creduto di trovare in Daenerys una liberatrice, una sovrana giusta, ma non è stato così. Quando la Madre dei Draghi ha sterminato schiavisti e approfittatori a Essos, tutti hanno gioito per le sue gesta, definite giuste, solo perché si abbattevano spietatamente su persone malvagie.

Ovunque vada, uomini malvagi muoiono e noi facciamo il tifo per lei. E lei diventa sempre più sicura di essere buona, di essere nel giusto.

Di strage in strage, di città presa in città presa, Daenerys si è convinta sempre di più di incarnare un mondo nuovo, il cambiamento, di essere la giustizia: un cammino che, con l'approvazione di Tyrion – come ammette lui stesso – l'ha portata a essere disposta a tutto, per "liberare" Approdo del Re da Cersei.

Jon ricorda le parole di Maestro Aemon Targaryen, "l'amore è la fine del dovere", ma Tyrion riesce a convincerlo a fermare Daenerys solo mettendolo di fronte al destino a cui andranno incontro Arya e Sansa, se la nuova Regina dovesse vivere: nessuna delle due sorelle Stark si inginocchierà mai davanti a lei.

Quanto fatto dalla Madre dei Draghi ad Approdo del Re è terrificante, sottolinea il Folletto a Jon:

Mio padre era un uomo malvagio. Mia sorella era una donna malvagia. Impila tutti i corpi delle persone che loro due hanno ucciso e non arriverai nemmeno alla metà di quelli che la nostra splendida Regina ha massacrato in un singolo giorno!

Il concilio ristretto di Game of Thrones 8x06HDHBO
Tyrion presiede il Concilio Ristretto di Re Bran

Dopo l'uccisione di Daenerys da parte di Jon, Tyrion è ancora prigioniero degli Immacolati, rimasti privi della loro regina. Portato al cospetto dei grandi Lord dei Sette Regni, l'ultimo dei Lannister propone per la nomina a nuovo Re Brandon Stark, la cui storia di rivalsa può essere un grande esempio per il nuovo corso di Westeros. Bran, il Corvo a tre occhi, accetta l'incarico e fa liberare immediatamente Tyrion dalla prigionia, nominandolo suo Primo Cavaliere.

Impegnato nella prima seduta del nuovo concilio ristretto, Tyrion dà il meglio di sé per rimediare agli errori di valutazione commessi con Daenerys, pagati da Approdo del Re. Affiancato dai suoi nuovi alleati, il Folletto è pronto a mettere la sua saggezza e la sua intelligenza ancora una volta a disposizione del popolo – e di re Brandon I Lo Spezzato, di casa Stark.

E voi cosa ne pensate di Tyrion Lannister? È lui il vostro personaggio preferito di Game of Thrones?

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