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Omaggio a Bill Paxton. Addio a un grande protagonista di cinema e TV

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Bill Paxton, protagonista di molti film di successo, ha recitato anche tanti b-movie: voleva esplorare ogni possibilità, senza rimanere intrappolato in un genere.

Speciale: Omaggio a Bil Paxton

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C’ho messo un po’ a fidarmi: l’annuncio della morte di Bill Paxton, a soli 61 anni, è arrivato come un fulmine a ciel sereno. Inoltre, nessun sito riportava le cause del decesso. Poi, è arrivato l'indubitabile Variety e ho capito che non era uno scherzo di cattivo gusto: Bill Paxton è morto a causa di complicanze intervenute dopo un intervento al cuore.

E come accade quando un attore che hai seguito per tutta la vita viene a mancare, è partito il “film” del ricordo nella mia testa.

Prima dei DVD, prima di internet, prima della TV on demand, c’erano le videoteche.

Io fui la prima, fra i miei amici, ad avere un videoregistratore (un Beta con il caricamento superiore… Reperto archeologico per le nuove generazioni).

Bill Paxton ne Il buio s'avvicina

Ogni fine settimana noleggiavo tre o quattro VHS, nella prima (e unica, allora) videoteca della zona. L’horror, da sempre una delle mie grandi passioni, mi stuzzicava con titoli di cui non si sentiva parlare, o che addirittura non erano usciti in sala da noi.

Fu così che scoprii Il buio s’avvicina, un piccolo gioiello vampiresco diretto da una giovanissima Kathryn Bigelow e interpretato da un Bill Paxton appena entrato nella storia del cinema con la battuta di Aliens - Scontro finale:

Vengono fuori dalle fottute pareti.

Fu lì, ne Il buio s'avvicina, più che in Terminator (nella particina del punk), in Aliens o nel precedente Strade di fuoco del grande Walter Hill, che mi accorsi di lui: William Paxton era un giovane attore molto versatile, promettente, dalla carriera garantita.

Il tempo mi ha dato ragione: avevo fatto bene a seguirlo. E mentre il grande pubblico lo ricordava, appunto, per Aliens, Titanic e Apollo 13, io pensavo a lui mentre recitava ne La donna esplosiva, mentre inseguiva tornado in Twister, mentre si prendeva in giro in True Lies o faceva la storia in Una cena quasi perfetta (pellicola ingiustamente sottovalutata).

Ho visto più volte tutti i suoi film, perché ha recitato in pellicole di culto e perché ha voluto prendere parte a b-movie (penso a Obitorio, a Brain Dead, a Il cannibale metropolitano o all’ancora più terribile Boxing Helena, tanto per fare qualche esempio) che gli consentivano di diversificare molto le sue interpretazioni.

Bill Paxton era noto per i film d’azione, ma aveva un grande talento per la commedia.

In TV, poi, con quel capolavoro firmato HBO di Big Love, aveva dimostrato di essere un attore con la “A” maiuscola, tanto da conquistare ben 3 nomination ai Golden Globes per il ruolo. Senza, purtroppo, mai vincere la statuetta.

Forse pochi sanno che Paxton è stato anche regista, sceneggiatore e produttore, e che ha firmato la regia di un thriller soprannaturale che è un capolavoro: Frailty - Nessuno al sicuro, memorabile pellicola poco conosciuta ma nota agli amanti del cinema (e che vi consiglio di recuperare).

Texano d.o.c., figlio d’arte (il padre John era un attore), inizia la sua carriera col grande Roger Corman, dimostrando che un inizio promettente porta i frutti sperati, ma non senza la necessaria gavetta. Da Stripes - Un plotone di svitati al cortomegraggio Fish Heads (si dice che il soprannome di “Wild Bill”, assegnatogli per il suo senso dell’umorismo e gli scherzi che combinava, arrivi da quell’esperienza trasmessa al Saturday Night Live). Da Cavalli di razza a Commando, da Punto d’impatto a Qualcuno sta per morire, la carriera di Bill ha spaziato in lungo e in largo. Con tanti successi e tanti insuccessi, che non gli hanno mai fatto cambiare idea: mettersi alla prova era la sua passione più grande.

Amava recitare e indossare i panni di personaggi sempre diversi, ci teneva a non restare imprigionato in un ruolo o in un genere. Ed è riuscito a vivere come voleva: facendo della sua passione un lavoro che gli consentiva di girare il mondo, conoscere tante persone, esplorare strade sempre nuove.

Come molti suoi colleghi, negli ultimi anni aveva scelto di prediligere il piccolo schermo, che per qualità e mezzi non ha ormai più nulla da invidiare al cinema.

Bill Paxton in Apollo 13 insieme a Tom Hanks e Kevin Bacon

Dopo Big Love (che preferì al ruolo da protagonista ne Il codice da Vinci, successivamente assegnato a Tom Hanks), aveva interpretato con successo John Garrett in Agents of S.H.I.E.L.D. e Sam Houston in Texas Rising.

Era stato scelto per il ruolo del detective Frank Rourke in Training Day, la serie TV ispirata all’omonimo film con Denzel Washington e Ethan Hawke.

Appassionato di musica, faceva parte della rockband “Martini Ranch”, ed è noto per essere stato presente fra la folla - quando aveva 8 anni - al momento dell’attentato a John Fitzgerald Kenney a Dallas, il 22 novembre del 1963, che costò la vita al Presidente più amato della storia degli Usa.

Lascia la moglie Louise e due figli, oltre a un’immensa schiera di fan in tutto il mondo.

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