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Il GGG, la recensione: il classico di Roald Dahl incontra Spielberg

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Il classico romanzo per l'infanzia di Roald Dahl arriva su grande schermo grazie alla magia di un grande regista (anche) di cinema per ragazzi, Steven Spielberg.

Il GGG

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Che qualcosa non avesse funzionato ne Il GGG, l'adattamento di uno dei libri per ragazzi più celebri e venduti del genio letterario inglese Roald Dahl e portato su grande schermo da Steven Spielberg, ve lo avevamo già anticipato. Il mistero però si fa ancora più fitto vedendo il film in questione, a cui si può certo muovere qualche critica, non senza però esprimere profonda ammirazione per il lavoro fantastico realizzato dal regista statunitense. 

Il Grande Gigante Gentile che mangia cetrionzoli e cattura e colleziona sogni popola le fantasie e i comodini dei bimbi italiani sin dal 1987, anno in cui la casa editrice Salani pubblicò per la prima volta questa storia fantastica e avventurosa, ma nelle cui pieghe il pubblico adulto può leggere anche la tristezza di un padre che perse la figlia di nome Olivia (a cui il libro è dedicato) a soli 7 anni. Nel solo Regno Unito, Il GGG ha venduto qualcosa come 37 milioni di copie, rivelandosi (come molti altri libri del geniale autore per ragazzi) un long seller di razza. Lo stesso di può dire sul mercato italiano, dove il libro è stato costantemente ristampato e ad oggi è associato anche a una lodevole causa benefica (il 10% del ricavato su ogni libro di Dahl venduto Salani lo devolve in beneficienza).

Il GGG, la recensione del filmSalani
La copertina dell'ultima edizione movie tie-in del libro

Se è vero che è ormai qualche anno che Steven Spielberg non realizza un film in grado di sbaragliare il botteghino, è innegabile che abbia raggiunto una maturità tale da sbagliare raramente qualcosa, discorso che vale anche per il cinema per ragazzi, genere con cui si misura periodicamente (E.T., Hook ma anche Le Avventure di Tintin) e sempre con grande serietà. Il GGG infatti è una storia di stampo classico, una fiaba senza tempo che racconta il rapporto inatteso ma davvero speciale tra un'orfanella insonne e un anziano preda della solitudine, caratteristica resa ancora più struggente da alcuni dei (pochi) cambiamenti operati da Spielberg sulla storia originale. 

Come Heidi sciolse il cuore del nonno nella celebre versione animata di Miyazaki, così Sophie (Ruby Barnhill) risveglia la voglia di lottare del GGG (Mark Rylance), di alzare la testa contro i soprusi degli altri giganti a cui si era ormai rassegnato, fino a diventare ospite della regina d'Inghilterra. Quest'ultimo spezzone del film è forse la pecca principale della pellicola, dato che vede un brusco calo di tensione e ritmo in un racconto che fino a quel punto aveva proceduto a grandi falcate nel territorio emozionante e meraviglioso dei giganti. Il GGG infatti si distingue per una cura stilistica e una regia immaginifica e magistrale, che davvero nulla ha da invidiare alle pellicole di Spielberg per i più grandi; anzi, molti registi abituati a fare distinzione tra progetti di serie A e B dovrebbero prendere esempio dal collega. 

Steven Spielberg porta la magia de Il GGG al cinemaDisney
Spielberg non sottovaluta il suo pubblico, neppure il più giovane

Il GGG non è privo di pecche, ma è comunque un perfetto esempio di cinema di grande livello artistico, che infatti non ha stonato nella cornice di Cannes in cui è stato presentato e che non farebbe (e forse farà) brutta figura nel canone di film classici per l'infanzia, quello che resiste ai decenni e alle mode. Forse è proprio questo il suo limite: è così senza tempo da essere di fatto un po' troppo scollato dai gusti e le sensibilità del momento, tanto da non aver scaldato il pubblico, passando quasi sotto silenzio.

Non è il primo gioiello dedicato ai ragazzi che rischia di sfuggire al pubblico italiano (per rimanere in tema di classici per l'infanzia inglesi, dovete davvero recuperare l'ancor più riuscito e meraviglioso Paddigton) ed è un vero peccato: ci ritroviamo spesso a commentare amaramente quanto il cinema dedicato agli adolescenti sia mal scritto, mal prodotto e mal girato, però dimostriamo raramente di apprezzare davvero l'alta qualità dei prodotti che ogni anno l'industria del cinema (e i suoi grandi esponenti) realizzano per i piccoli spettatori di oggi e i cinefili di domani. 

Il GGG sarà nelle sale a partire dal 4 gennaio 2017.

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